Tarda la risposta di Ancelotti. Inzaghi aspetta, ma non spera

La fine della stagione ha l’addio di Inzaghi. Previsto e garantito, il Milan sta già scegliendo il prossimo allenatore, ma probabilmente in ritardo rispetto alle attese “grazie” ad Ancelotti. Sì perché stando a La Gazzetta dello Sport l’operazione alla cervicale alla quale deve sottoporsi Carletto (in questo momento si trova a Vancouver), scelto della società per provare a tornare grandi, è slittata da domani a mercoledì. Dunque ci potrebbe volere più tempo del previsto prima di avere una risposta definitiva da parte dell’ex Real Madrid, a meno che egli stesso non riesca a fare chiarezza comunque nella scadenza prestabilita (il 3 giugno, appunto). Una speranza in più per Pippo? Il contrario. Lui aspetta comunicazioni della società, il giorno dopo essersi congedato dal Diavolo con un sorriso in quel di Bergamo dal sapore amarissimo, però ha il presente segnato. Ieri lo storico numero nove rossonero ha abbracciato il vice Tassotti e ringraziato staff e squadra, dimostrando grande orgoglio ed attaccamento a questi colori: non molla, rimane ottimista e ha difeso fino alla fine il lavoro serio del gruppo, ma Silvio Berlusconi lo ha scaricato pubblicamente da settimane.

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