Inzaghi: "Sento la squadra in pugno, emozionato per Mastalli. Ancelotti? Ho un contratto...". Le parole a Sky, Premium e MC

Inzaghi: “Sento la squadra in pugno, emozionato per Mastalli. Ancelotti? Ho un contratto…”. Le parole a Sky, Premium e MC


Queste le dichiarazioni di Filippo Inzaghi al termine di Milan-Torino 3-0.

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I rimpianti sono per non aver avuto i giocatori. Stasera l’abbiamo visto, da quattro partite stavamo facendo buon calcio. Siamo una buona squadra e adesso stavamo recuperando alcuni giocatori, vedi El Shaarawy. Sono molto felice di questi ragazzi, con tutte le difficoltà mi sono sempre sentito la squadra in pugno. Queste sono le basi per ripartire, mi auguro di esserci ancora io. Io ho un contratto, con me sono tutti straordinari e, se mi danno tempo, sono convinto di portare il Milan dove è sempre stato. Le parole del presidente non si commentano, si ascoltano. A me è stato detto di continuare il mio lavoro, poi ho un contratto. Stasera avevamo preparato la partita per giocarci la dignità. Nelle ultime partite i ragazzi ci hanno messo impegno nonostante non avessimo obiettivi. Ci vuole qualche innesto, non è tutto così semplice. Solo col lavoro si risale e questa squadra sta lavorando. E’ un peccato che finisca il campionato, sono comunque contento di aver avuto queste risposte da questi giocatori. Ancelotti? Ha fatto la storia del Milan, è normale che in una stagione così si possa parlare di altri allenatori. Lo fanno a Madrid con Ancelotti che ha vinto la Champions… Mastalli? E’ stato molto emozionante, perchè lui è stato il capitano degli Allievi e in Primavera: mi sono commosso. E’ il figlio che ogni giocatore vorrebbe avere. Negli Allievi chiesi ad ognuno di scrivere su un bigliettino il nome del capitano che avrebbero voluto: su 25 bigliettini in 24 c’era scritto il suo nome“.

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Le basi per ripartire ci sono: sono le prestazioni di questa squadra dopo il passo falso ad Udine. La base di giocatori italiani è importante, gli stranieri ci hanno messo il cuore. Bisogna lavorare da squadra, è una cultura che si crea col tempo, col lavoro quotidiano. E’ un peccato che finisca il campionato, c’è la base per continuare a lavorare. Sono contento di avere avuto sempre queste risposte da parte dei miei giocatori. Mi auguro di esserci a Bergamo perché ho detto solo “basta”. Già mi hanno tolto la possibilità di salutare la mia gente stasera. L’anno prossimo, mi auguro di esserci ancora io: ho un contratto. Se mi sarà dato del tempo, sono convinto di poter riportare il Milan dove deve stare. Sento spesso Ancelotti: ha fatto la storia del Milan. E’ normale che, in una stagione difficile, si parli di altri allenatori. Ho tanto da dare e spero di farlo perché io ho nel cuore i nostri colori. A me non è stato detto niente, mi è stato detto di continuare il mio lavoro. Ho un contratto, se il club non mi dirà altre cose, andrò avanti. E’ difficile giocare contro questo Torino, fino all’espulsione stavamo giocando molto bene. Questa è una bella risposta nonostante il campionato difficile. Non vedrei tutto così nero, ci vorrà qualche innesto ma la base c’è per far tornare il Milan in alto. Penso che si possa tornare al top solo col lavoro e questa squadra, in questo periodo, sta lavorando bene“.

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Mi spiace non aver salutato i tifosi del Milan alla fine, sono sempre emozionanti con me. Anche quando vado in giro non ho trovato nessuno che mi ha criticato: è incredibile, probabilmente potevano farlo ma credo vedano tutto quello che do insieme alla squadra: questa è la risposta del gruppo, che lavora ogni giorno. Non siamo molto distanti da vertice. Intanto dobbiamo essere al completo, con le assenze la formazione un allenatore non può fare miracoli: davvero grandi prestazioni con Roma e Torino in casa, avremmo ottenuto molto di più pure con Napoli e Sassuolo se non fosse andata come sappiamo. La fascia di capitano data da Abbiati a Pazzini? Siamo mancati a Udine, poi abbiamo sempre dato tutto. Giochiamo con il cuore, Abbiati mi ha chiesto se poteva fare questa cosa: Pazzini si merita questo bel traguardo. Le basi ci sono, con pochi innesti di qualità può tornare ai livelli del passato. Van Ginkel è la classica realtà che funziona quando inizia a giocare, non puoi crescere se puntualmente mancano diversi giocatori. Van Ginkel? La società sa cosa penso, purtroppo non è nostro: oggi ha fatto la miglior gara, sta scendendo in campo sempre ed è un ragazzo straordinario. Gli conviene rimanere: al Chelsea ci sono centrocampisti incredibili, lui ha bisogno di giocare. Io lo vorrei tenere perché si allena al massimo anche in settimana“.

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