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Alessandro Jacobone in: “Bee or not to Bee…”


Sono passati solo pochi mesi dal giorno in cui scoprii l’esistenza di Mr Bee Taechaubol leggendo i commenti di alcuni giornalisti dopo la prima soffiata riguardante il suo interesse nell’acquisto dell’Ac Milan. L’immagine che se ne fece era di un ciarlatano di bassa lega dalle referenze inesistenti come i soldi a lui attribuiti. Iscritto alla black list degli operatori in ambito finanziario, si diceva godesse di poca credibilità da parte dello stesso mercato orientale. Le numerose indagini per il reato di “insider trading” balenate senza nessuna fonte certa, lo avevano preventivamente posto nella scatola dei tanti “barlafus” dagli occhi a mandorla.

Per chi non fosse di Milano, il termine sopracitato identifica come tale, una persona incapace e incompetente, buono a nulla, persona caratterizzata da pochezza morale. La stessa Fininvest ci tenne a smentire velocemente tale trattativa, emanando il comunicato copia e incolla, che i tifosi rossoneri sono stati costretti a vedersi sbattuto in faccia ogni santa volta avessero iniziato a sognare. Si’, sognare una nuova presidenza. E senza vergogna. Da un paio di giorni invece, sui blog e suoi giornali, leggo lettere d’amore a Silvio Berlusconi. Atti d’amore, lettere strappalacrime e fustigazioni di piazza. “Grazie Presidente”, “Sarai per sempre il nostro Presidente”, “28 trofei in 29 stagioni, Grazie Silvio”. Nulla da dire riguardo la riconoscenza, d’altronde la storia parla da sola e sarebbe ingeneroso cancellare le numerosissime volte che il Milan targato Silvio mi ha fatto perdere la voce al grido “I campioni d’europa siamo noi”. Ma la coerenza e la memoria sono aimè valori a me cari. E non bastassero loro, c’è ancora il mio fegato martoriato da anni di bugie e brutto Milan, a ricordarmi di conservare i patetici ringraziamenti chiusi nel cassetto. Forse non sarò popolare con questo mio pensiero ma d’altronde sono un Non Evoluto e come tale possiedo la licenza di dire cose scomode ai più. Il problema è che poi ci prendo e sono convinto che anche questo carro si riempirà presto come quello da me inaugurato ben sei anni fa.

Tornando a Mr. Bee, mi è stato più volte chiesto quale fosse il mio pensiero. E ogni volta, non conoscendo il personaggio, la risposta è stata la stessa : “Il mondo sta cambiando, l’economia anche e questo calcio è sempre più legato ad aspetti finanziari. Che arrivi dalla Cina, dalla Russia o da Marte, esigo solamente che chi si prenda la briga di comprare il Milan, lo faccia con la responsabilità che ne compete”. Il mio pensiero rimane lo stesso ma le interviste e le prime dichiarazioni del broker più popolare del naviglio pavese, lasciano in me una certa tranquillità. Che la vada o la spacchi! Il tifoso rossonero in fondo non avrebbe altre scelte. La più romantica e da me preferita sarebbe stata quella di un acquisto della società da parte di Michele Ferrero, quello della Nutella sia chiaro, non dello zucchero a velo di Bogotà. Italiano, imprenditore di successo e soprattutto milanista fino al midollo, sarebbe stato l’ideale per le coronarie rossonere. Un freddo febbraio di quest’anno ce lo portò purtroppo via e con lui volarono in cielo anche le mie speranze.

Chi è invece è atterrato con le idee chiarissime è appunto il futuro dagli occhi a mandorla e di questo bisogna dagli atto. Buttiamoci quindi tutti in questa nuova avventura e sosteniamo con riserva la nuova ventata di entusiasmo, ma soprattutto di quattrini. Nella speranza che questi vengano presto tirati fuori dalle ventiquattro ore di Luis Vuitton per acquistare giocatori da Milan. L’ex bluff proveniente da Oriente è partito col piede giusto. Poche parole, tanti sorrisi ma soprattutto determinazione nel prendere questo Milan senza nessuno sciacallaggio. Una quotazione così alta della società rossonera, è infatti la prima testimonianza di rispetto per il club rossonero. Diciamoci la verità, chi mai di noi l’avrebbe valutata così tanto in un periodo storico tra i più tristi della storia rossonera? Chissà che tra 20 anni non lo si ricordi e lo si ringrazi per questa “follia” imprenditoriale. Milioni su milioni per un Milan targato Bonera e Montolivo. Se non è coraggio e amore questo!? Altro che salvataggio a costo zero in tribunale.

Vi aspetto su Twitter (@nonevoluto) e su Facebook alla pagina “Milanisti Non Evoluti 2.0”,
Alessandro Jacobone

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