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Napoli: Pipita letale, fase difensiva rivedibile

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Questa sera, alle 20.45, un Milan in crisi totale fa visita a un Napoli determinato a riscattare il passo falso del Castellani di Empoli e a mettere in scena un finale di stagione di alto livello. I partenopei sono una squadra dotata di un ottimo potenziale che, pur avendo evidenziato a più riprese un rendimento discontinuo, può chiudere il campionato nei piani alti della classifica e può ancora aggiudicarsi un’Europa League che varrebbe l’accesso alla fase a gironi della prossima edizione della Champions League. Che dire, per i rossoneri, si preannuncia un’altra sfida difficilissima.

Punto di forza: il reparto avanzato.
Manolo Gabbiadini, Marek Hamsik, Lorenzo Insigne e Gonzalo Higuaìn. Dovrebbero essere loro i quattro attaccanti scelti da Benitez per la sfida di scena questa sera. Quattro punte, queste ultime, dotate di grandi potenzialità e in grado di scardinare senza troppi problemi la fragile e indifesa retroguardia rossonera. Mentre Gabbiadini è dotato di un tiro forte e preciso, Insigne annovera nel proprio repertorio l’agilità e il cambio di passo, sa saltare l’uomo con facilità e creare superiorità numerica. Diverso è il discorso riguardante Hamsik che, dopo un periodo di appannamento, è tornato a esprimersi su ottimi livelli e a mettere in mostra le sue doti migliori: il senso del gioco, le qualità tecniche, la personalità e l’abilità nell’inserimento. Infine, che dire di un Higuaìn sempre presente nei momenti decisivi, capace di segnare in ogni circostanza, bravo a fare salire la squadra e a tenere palla?

Punto debole: la fase difensiva.
In fase di non possesso, il Napoli palesa limiti non indifferenti. I tre trequartisti, pur annoverando nel loro repertorio un grandissimo potenziale offensivo, non ripiegano con regolarità, faticano sotto l’aspetto fisico e non svolgono al meglio la fase difensiva. In questo modo, quando vengono affrontati da squadre solide e compatte, i partenopei rischiano di sbilanciarsi e di esporsi ad azioni di contropiede. Azioni di contropiede che non sempre vengono arginate con successo dai due mediani che, pur essendo dinamici e abili in fase di interdizione, non vengono quasi mai aiutati dai trequartisti e spesso non bastano per proteggere al meglio una difesa dal rendimento altalenante e formata da due terzini, Maggio e Ghoulam, bravi a spingere ma poco efficaci in fase di contenimento. Ecco allora che, se ci chiudessimo con ordine e cognizione di causa, per poi ripartire in modo rapido e incisivo, il Napoli potrebbe andare in difficoltà.

Giocatore chiave: Gonzalo Higuaìn.
Il centravanti argentino è di certo il giocatore più forte e rappresentativo di una squadra, quella partenopea, pericolosa ma discontinua. In possesso di senso del gol, qualità tecniche e propensione al lavoro sporco e al gioco di sponda, nonché autore di una stagione finora caratterizzata da ventisei gol in cinquantuno presenze, Higuaìn è una tra le punte più complete e pericolose in circolazione: può risultare determinante in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione.

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