Dove sono i soldi di Bee? L'unica "speranza" si chiama Raiola

Dove sono i soldi di Bee? L’unica “speranza” si chiama Raiola


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Fermiamo il calendario e torniamo indietro di due settimane. La missione notturna di Mr. Bee a casa Berlusconi, la seconda a distanza di un mese. Le firme con Marina e Pasquale Cannatelli, il blitz di Silvio nella fiduciaria luganese, il comunicato di Fininvest per la “trattativa esclusiva” di 8 settimane. Tutta la stampa, o meglio quasi tutta, dà per fatto l’accordo per la cessione del 48% alla cifra spaventosa di 480 milioni di euro. Sia la stampa che da mesi faceva un gran tifo (interessato?) per l’arrivo di Mr Bee sia quelli più scettici. Galliani parte per un tour d’Europa affiancato da Nelio Lucas, advisor di Mr Bee nonché presidente del Fondo Doyen, proprietario e/o procuratore di moltissimi top player. Nel giro di due giorni Ibra, Jackson Martinez e Kondogbia sembrano affari fatti. A parte Zlatan, per gli altri due si parla di cartellini da 35/40 milioni, robe folli se paragonate al Milan low cost degli ultimi tempi. Evidentemente i soldi sembrano arrivare davvero. Eppure io concludevo così l’ultimo editoriale su queste pagine, con data 8 giugno 2015:

“Morale della favola: se l’operazione avesse crismi e cifre presentati in questi giorni da tutta la stampa sarebbe un autentico capolavoro finanziario e sportivo del presidente Berlusconi, il quale otterrebbe un finanziamento colossale per ripianare i debiti e far grande il Milan senza perderci nulla, nemmeno la presidenza. Bellissimo, forse troppo bello per essere vero. Da tifoso spero fortemente che sia così, ma da operatore della comunicazione, per giunta innamorato del Milan, sono portato a “diffidare” di questi soldi facili. Soprattutto perché, al momento, non si è ancora palesato chi c’è alle spalle di Mr. Bee, il quale non mette a disposizione risorse proprie, ma si propone di raccogliere da misteriosi e facoltosi investitori. Pertanto preferisco, in modo impopolare, diffidare dei facili entusiasmi e dei 150 milioni da spendere sul mercato. Preferisco vedere i rischi di questa operazione quantomeno anomala. Certo del fatto che, alla fine, Fininvest e soprattutto Silvio Berlusconi non metteranno a repentaglio il futuro del Milan e dei suoi tifosi. Dopo tante parole al vento preferisco credere ai fatti e non ai progetti. Spesso quando i progetti sono troppo belli si rivelano illusioni”.

I fatti degli ultimi giorni, purtroppo, sembrano darmi pienamente ragione. In poche ore lo stesso Berlusconi è sembrato di nuovo “scettico” sull’arrivo di Mr. Bee. Ma soprattutto sono saltati in rapida successione i 3 colpi che sembravano già fatti. Per ognuno di questi tre ho letto e sentito le scuse più bizzarre. Tra queste cito la più paradossale: Jorge Mendes (socio del procuratore di Martinez) non ha voluto mandarlo al Milan perché è in guerra con il Fondo Doyen. E dove l’ha mandato? All’Atletico Madrid! In assoluto la squadra più vicina al fondo di Lucas. Apriamo gli occhi.

Evidentemente i soldi “sperati” non ci sono e pian piano se ne accorgono tutti
. Per fortuna Fininvest non ha voluto anticiparli, intuendo che l’accordo per la cessione di questo fantomatico 48% è tutt’altro che definita. Non a caso due giorni fa in via Aldo Rossi c’erano i rappresentanti della banca d’affari americana Goldman Sachs, forse per concedere alla controllante del Milan nuove linee di credito. Non a caso i giocatori in orbita Doyen sono spariti dai bollettini di mercato rossoneri. Non a caso si torna a parlare di obiettivi più credibili ed economicamente realistici. Parlo di Josè Mauri (praticamente già preso), parlo di Bertolacci, di Baselli, insomma di questo tipo di giocatori. Il “Milan italiano” al quale alludeva Berlusconi 2 mesi fa, prima che si presentasse in modo fragoroso e illusorio la pioggia di milioni thailandesi. Lo sostenevo prima e lo ribadisco adesso: continuo a preferire 50 milioni “veri” messi sul mercato dalla cara e vecchia Fininvest piuttosto che 150 milioni di fantasia.

Tra i grandi obiettivi di mercato l’unico che rimane in piedi è Zlatan Ibrahimovic , che Raiola proverà a portare a costo quasi zero a fine mercato, in ossequio alle sue abitudini. A proposito di Raiola e di grandi acquisti, il buon vecchio Mino potrebbe pure intercedere nell’operazione Witsel, il grande centrocampista promesso da Galliani, che costa circa la metà di Kondogbia ed è molto più forte. Ecco, i due grandi acquisti potrebbero essere Ibra e Witsel, a cifre molto più logiche rispetto a quelle sparate negli ultimi giorni. Cifre garantite ancora una volta da Fininvest e colpi garantiti ancora una volta da Raiola, partner del mercato nell’ultimo scudetto. Forse a qualcuno verrà il dubbio che il tanto criticato e pittoresco procuratore italo-olandese sia il migliore, oppure il “meno peggio” al quale affiancarsi per fare mercato. Certo, a lui interessano le sue provvigioni (altissime), ma almeno non ti tira le classiche “fregature” e non millanta milioni che poi svaniscono nel nulla. Ne sa qualcosa la Juve che lavorando con Raiola negli ultimi anni qualche soddisfazione se l’è tolta (leggasi Pogba). Ma la domanda sorge spontanea: perché il Milan negli ultimi anni ha fatto di tutto per allontanare lui e i suoi giocatori?

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