Tassotti: "Io allenatore del Milan? Nessuno me l'ha chiesto. Inzaghi? Preferiva Maldera. Stop ai casi Darmian. Romagnoli non basta"

Tassotti: “Io allenatore del Milan? Nessuno me l’ha chiesto. Inzaghi? Preferiva Maldera. Stop ai casi Darmian. Romagnoli non basta”


Un addio ormai segnato, prima di un nuovo richiamo rossonero. Mauro Tassotti non lascia, anzi raddoppia e stamane al Corriere della Sera e a La Gazzetta dello Sport ha concesso una lunga intervista dove ha inizialmente cosa farà in veste disupervisore dei giocatori in giro in prestito ma di proprietà del Milan.

Sul suo ruolo: “Seguire il percorso di crescita dei ragazzi in prestito ad altri club. Comprendere se sono pronti per tornare in prima squadra o se hanno bisogno di migliorare ancora. Diciamo che vogliamo evitare che in futuro si verifichino altri casi Darmian: era del nostro settore giovanile, ora sta andando al Manchester United per 20 milioni. Avrei continuato ad allenare senza problemi, non avevo desiderio di cambiare e non avevo messo in preventivo un mutamento. Però è normale che quando arriva un nuovo tecnico, lo segua il suo staff. Galliani mi ha proposto tre opzioni, questa mi è piaciuta subito“.

Vice sì, allenatore vero mai: “Dopo quattro anni nelle giovanili, ebbi l’occasione di andare via. Mi chiamò qualche società tra cui il Chievo ma decisi di rimanere non volendo allontanarmi da Milano anche per i miei figli. Poi iniziai da vice di Ancelotti e fui appagato da quel ruolo. In quegli anni vincemmo tutto. Il mio accostato alla panchina del Milan? Sì, ma concretamente non mi è stata mai formulata la proposta. Che ovviamente avrei accettato“.

Su Allegri: “Mi sono trovato molto bene. Mi è spiaciuto vederlo andar via ma sono felice che sia andato bene a Torino. Se sono pentito di non averlo seguito? In quel frangente sono stato combattuto, ma andare in un altro club storico, per uno come me con tanti anni milanisti, sarebbe stato molto complicato“.

Su Seedorf: “Clarence aveva il diritto di scegliere i suoi collaboratori. Terminati i sei mesi di lavoro però me ne sarei andato. Diciamo che abbiamo avuto più questioni di forma che di sostanza“.

Su Inzaghi: “Sono stato felice di lavorare con Pippo. Poi lui si trovava meglio a relazionarsi con Andrea Maldera ma non ne ho fatto un dramma“.

Sul Milan e la prossima stagione: “Di certo per la Juve sarà più difficile primeggiare con il Milan e l’Inter che si sono rafforzate“.

Sul mercato in difesa: “Romagnoli mi piace, ma in generale dico che per tornare ai livelli di un tempo serve un centrale di spessore“.

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