Vittoria e basta…

Il Milan trova la sua prima vittoria in campionato alla prima a San Siro ma non convince assolutamente. Tre punti conquistati grazie al cinismo degli attaccanti e nulla più. Una prestazione a tratti sconcertante che ha rabbuiato parecchio Sinisa Mihajlovic.

Il tecnico serbo a fine partita è stato durissimo con i suoi, ha dichiarato di sentirsi come dopo una sconfitta, si è preso tutte le responsabilità e ha fatto mea culpa. Giusto così, un condottiero lo deve essere sia quando le cose filano lisce sia quando non si riesce a imprimere nella mente dei giocatori quello che vorrebbe. Di errori ne ha fatti anche lui, soprattutto nella formazione iniziale. Non ha cercato giustificazioni, non ha voluto sottolineare il bicchiere mezzo pieno ma anzi, ha criticato in maniera pubblica il centrocampo, che non fa filtro, non ha coraggio, non ha qualità e non rischia la giocata per servire le punte.

Un centrocampo però che aveva due interpreti quasi sorprendenti all’inizio. L’ex tecnico della Samp ha sempre detto che gioca chi si allena bene e meglio degli altri e ha giustificato così l’utilizzo a sorpresa di Nocerino e Suso .I due sono sostanzialmente degli esuberi della rosa, sempre al centro di voci di mercato hanno deluso e sono stati sostituiti nella ripresa da Kucka e Bonaventura. Con questa mediana così povera di fosforo sembra impensabile rinunciare a Jack che si a Firenze aveva forse fornito una delle peggiori prestazioni da quando è al Milan ma che con la sua fame, con il suo tempismo negli inserimenti e con la sua qualità nel dribbling deve essere uno dei punti cardini di questo Milan. Le colpe del  mister ci sono e lui non ha fatto nessuna fatica a riconoscerle però ha anche denunciato problemi e ha sottolineato priorità da risolvere al più presto.

Nessuno si aspettava un Milan così in difficoltà sul piano del gioco e dell’intensità all’inizio della stagione. Ci sarà da lavorare moltissimo, la sosta potrebbe aiutare su questo aspetto. Il tempo stringe, anche perché la prossima giornata sarà già derby. La prova più sentita e difficile per Miha: battere il passato per illuminare il futuro.

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