Gazzetta, San Siro ha un nuovo idolo e un… vecchio Diavolo

Il comunicato pomeridiano della Curva Sud aveva fatto presagire ad una serata di fuoco, soprattutto sugli spalti. Soprattutto al secondo anello blu. E, invece, dell’esordio in campionato a San Siro di Sinisa Mihajlovic, tra fischi più o meno annunciati (Suso e Bertolacci su tutti), primi gol in tandem (Bacca e Luiz Adriano) e flashback rimandati (Balotelli), verranno essenzialmente ricordati i tre punti, tanto difficili quanto vitali per sbloccare la classifica e il calore di oltre 34mila spettatori. Equamente divisi tra paganti e tesserati. Cifre che si confermano impietose per chi, in campagna abbonamenti, auspicava (e continua ad auspicare) eterna fedeltà, trovandosi a meno di due giorni dalla chiusura del mercato con un popolo insofferente e un appeal dirigenziale nuovamente ai minimi storici.

NEL MIRINO – “Dicono che il presidente non sia venuto allo stadio per volare a Parigi a trattare direttamente Ibrahimovic”. È una delle voci che abbracciano i settori del Meazza, riportata fedelmente dalla signora Giovanna, 63enne innamorata dello svedesone: “In questi giorni, cinque anni fa, lo presentavamo in pompa magna. Oggi ci accontentiamo di mezzi uomini“. Da 86 milioni di euro tondi: “Questa dirigenza sta battendo un record incredibile: attirarsi le ire di noi tifosi nonostante una delle estati più spendaccione di sempre – sottolinea Luca, 25 anni e 17 di tessera -. Ha ragione la Curva: c’è qualcuno che ormai deve farsi da parte“. Riferimento chiaro ad Adriano Galliani, che pur rivela nel pre partita il desiderio di Witsel di vestire rossonero: “Magari – la speranza del 40enne Giorgio, griffato Diavolo da capo a piedi -, ma ormai chi gli crede più?”.

CHE BACCA – Resta l’assenza degli striscioni nell’ex Fossa: “Mi hanno detto che non glieli hanno fatti passare ai tornelli“, rivela Arnaldo, tra primo e secondo tempo. E il dubbio rimane, visto che, al netto dei fischi strettamente legati alla prestazione dei singoli, alla lettura della formazione iniziali è solo incitamento. Con apice su Sinisa Mihajlovic: “Lo adoro – la 33enne Giulia ha gli occhi fissi sulla panchina -, ma mi deve spiegare Nocerino titolare e Balotelli solo in panchina“. Il centrocampista non si fa particolarmente apprezzare (e viene sostituito già all’intervallo), mentre Bacca-Adriano giustificano l’assenza in campo di Mario: “Il colombiano è fenomenale – rincara Giorgio -, non mi ricordo un attaccante così veloce in progressione dai tempi di Weah”. E l’ex Shakhtar si veste da assistman: “Sul primo vantaggio, il suo lancio mi ha tanto ricordato un Rui Costa d’annata che in Champions lanciò Shevchenko“. La gara era Milan-Real Madrid, la stagione 2002-03 e, allora, tutto si chiuse a Manchester con la coppa numero sei. Oggi l’Europa è lontana, lontanissima. Lo sanno tutti, a San Siro.

(Fonte: Gazzetta dello Sport – Milano Lombardia)

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