CHIAVE TATTICA/ L’interdizione continua a mancare

Vittoria sofferta e poco meritata per il Milan che, contro il Palermo, torna ai tre punti, ma che, sotto l’aspetto tattico, mette in scena una performance a dir poco discutibile. Mihajlovic ripropone l’inefficace 4-3-1-2 visto nel derby, con Honda sulla trequarti e con Bonaventura in mediana.

Una mossa sbagliata e scriteriata, quest’ultima, che non compromette l’esito dell’incontro soltanto a causa della pochezza dei rosanero, che non si chiudono a dovere e che cercano di giocarsela a viso aperto, non sfruttando al meglio gli spazi concessi dai rossoneri, sulla trequarti e a centrocampo. Con Bonaventura a centrocampo e con Honda dietro le punte, infatti, l’interdizione latita, dal momento che viene svolta da un solo centrocampista: Juraj Kucka. Troppo poco, insomma, perché nella zona nevralgica del terreno di gioco ci siano efficacia, filtro e densità. Ecco allora che, malgrado lo sloveno faccia bene e nonostante Montolivo disputi una prova nel complesso accettabile, il Milan concede varchi in mediana, tra le linee e sulle corsie laterali, risultando debole e vulnerabile in fase difensiva. In questo modo, il crollo potrebbe essere dietro l’angolo.

Fortunatamente, però, il Palermo non approfitta dei problemi dei rossoneri che, grazie a due grandi gol di Bacca e a un errore dell’estremo difensore rosanero, riescono ad aggiudicarsi la posta in palio. Tuttavia, la strada verso l’Europa League è ancora lunga e tortuosa. Mihajlovic deve rivedere il proprio assetto tattico, rilanciando quel Nigel De Jong capace di garantire solidità e compattezza in mediana e riproponendo Bonaventura sulla trequarti, sua posizione naturale, con l’inconsistente Honda in panchina. Solo con quest’ultimo accorgimento tattico, infatti, potremmo davvero parlare di ripresa rossonera.

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