CHIAVE TATTICA/ Quando Mihajlovic non corregge il centrocampo…

Al Luigi Ferraris, contro un Genoa tutt’altro che irresistibile, un Milan disorganizzato e inefficace perde per una rete a zero e disputa una prova per nulla convincente. Sinisa Mihajlovic presenta una squadra lunga, poco compatta e debole in fase di interdizione: Bertolacci non ripiega quasi mai e non contribuisce in fase difensiva, mentre De Jong è troppo alto e sfiora soltanto la fase di non possesso, recuperando qualche pallone, ma non facendo filtro a sufficienza. Male anche Montolivo che, oltre a non costruire a dovere, non assicura sostanza e contrasti vincenti.

In questo modo, i rossoneri concedono spazi in mediana, tra le linee e sulle fasce, permettendo al Genoa di ripartire al meglio e di colpire in contropiede. Tuttavia, i liguri non approfittano delle falle a loro disposizione e giocano aperti, si allungano, con incidono e, sul lungo andare, malgrado il Milan sia in inferiorità numerica, concedono palle gol e rischiano di subire la rete del pareggio. Peccato che i rossoneri non modifichino il loro assetto tattico e, non presentando incontristi fissi, non riescano mai ad avere il predominio della zona nevralgica del terreno di gioco.

Ecco allora che, eccezion fatta per alcune occasioni casuali (e non capitalizzate a dovere), il copione dell’incontro non cambia e il Milan subisce una sconfitta nel complesso meritata. Eppure, affinché l’incontro andasse in modo diverso, sarebbe bastato che Mihajlovic schierasse dal primo minuto un interditore in più, al posto dell’inconcludente Bertolacci, e disponesse meglio in campo Nigel De Jong.

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