Il Milan del 4-3-1-2, ma siamo proprio sicuri?

Il Milan del 4-3-1-2, ma siamo proprio sicuri?


Il Milan visto contro l’Inter ha dimostrato di essere una squadra in crescita che ha bisogno solo di un po’ di fiducia per riprendere a camminare e a fare punti. Si è vista una squadra in crescita, giocatori con una condizione fisica migliorata e si sono visti anche miglioramenti nel reparto più criticato, il centrocampo. Di certo il ritorno da titolare di Riccardo Montolivo avrà influito in questo miglioramento, ma anche la buona vena di Kucka ha portato dinamismo e grinta alla mediana rossonera. Contro i cugini nerazzurri, però, si è dovuto accomodare in panchina l’altro capitano di questa squadra, quel Nigel De Jong che tante volte è stato etichettato come il leader indiscusso di questa squadra.

Giocare con Montolivo davanti alla difesa porta certamente maggiore qualità alla squadra, ma porta per forza di cose a dover fare a meno del mediano olandese. Con il 4-3-1-2, infatti, il centrocampo deve essere predisposto a rombo, con un centrale davanti alla difesa che imposti il gioco e dia una mano alla terza linea, un trequartista dietro alle due punte che all’occorrenza possa aiutare i centrocampisti e due mezzali che corrono, e si inseriscono in zona offensiva. Sono in molti a pensare che Montolivo e De Jong debbano giocare insieme, per il bene del Milan e del centrocampo. Con questo modulo, però, difficilmente potranno farlo. Nessuno dei due, infatti, ha la gamba e le caratteristiche giuste per giocare da interno di centrocampo (ruolo per esempio che ricoprono molto meglio i vari Poli, Bonaventura, Bertolacci e Kucka).

De Jong non lo ha mai fatto e ha sempre giocato da mediano davanti alla difesa o da interno in un centrocampo a due, Montolivo ha disputato parecchie stagioni da mezzala, soprattutto alla Fiorentina, ma adesso non sembra avere più il dinamismo e la verve per poter incidere in quel ruolo. Allora, come fare per poter schierare entrambi in campo? Semplice: basterebbe non essere troppo integralisti e non fare l’errore di altri allenatori che hanno pagato a caro prezzo le loro “fissazioni” tattiche. Sinisa Mihajlovic ha dimostrato più volte (soprattutto nella passata stagione alla Samp) di essere un tecnico versatile ed intelligente che può adattare il modulo alla squadra e non viceversa, ma anche dichiarato apertamente di voler schierare il suo Milan con il 4-3-1-2.

Un modulo certamente non da accantonare, sarebbe troppo preso, ma che senza ombra di dubbio potrebbe essere messo in discussione. I motivi sono diversi. Prima di tutto con un 4-4-2 o 4-2-3-1 nel cuore del centrocampo rossonero ci sarebbe bisogno di due mediani, magari anche con caratteristiche diverse ed in quel caso i due capitani rossoneri potrebbero convivere alla grande. Inoltre questa squadra non sembra costruita per giocare con il trequartista. Suso e Honda (forse gli unici veri trequartisti di ruolo) hanno dimostrato di non essere all’altezza, Menez, Cerci e Balotelli sarebbero solo degli adattati, così come lo è Jack Bonaventura che, senza ombra di dubbio si esprimerebbe molto meglio da esterno offensivo in un 4-4-2 o in un 4-2-3-1. Il campionato è lungo e ci sarà tempo per provare qualsiasi posizioni, ma sarà fondamentale non rimanere vittima delle proprie convinzioni tattiche.

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