3-0 all’intervallo: non accadeva dai tempi di Ibra

Piermaurizio Di Rienzo è giornalista professionista dal 2006 e coordinatore dei contenuti di SpazioMilan.it dal 2012. Dopo quasi un decennio di redazioni (Il Giornale, Leggo, Libero, Radio Lombardia e Sole24Ore), si è occupato per oltre due anni della comunicazione di alcune tra le più importanti manifestazioni fieristiche europee per poi intraprendere la strada di Food&Beverage Manager e CEO di una società del settore moda a Milano. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” ogni domenica su Radio Reporter. E’ direttore editoriale della free press pomeridiana Mi-Tomorrow.

Non è tanto l’esercizio di andare indietro nel tempo per cercare l’ultima vittoria in trasferta (Atalanta-Milan del 30 maggio scorso). Quanto scovare l’ultimo 3-0 o 0-3 prima dell’intervallo. Mission impossibile per i più attenti statistici tra i nostri lettori che sicuramente ricorderanno prima di tutto la finale di Champions del 2005 a Istanbul. In pochi comunque ricorderanno gli almanacchi. Era sabato 3 marzo 2012 al Barbera di Palermo. Il Milan vinse 4-0, andando al riposo già avanti di tre reti, tutte segnate da Zlatan Ibrahimovic al 21′, 31′ e 35′ minuto. Tre anni e mezzo dopo è una notizia: il Milan ha ritrovato la forza per segnare e dominare. Così ha fatto ieri sera a Udine, nel primo tempo. Così – ne è certo Mihajlovic – comincerà a fare presto per tutti e novanta minuti.

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Il bicchiere (molto) pieno della trasferta di Udine è dato ovviamente dai tre punti, ma anche da una ritrovata arma letale come Mario Balotelli sui calci piazzati e da una solidità di squadra che, pur a sprazzi, comincia a intravedersi. L’assenza di sbavature, in difesa come a centrocampo, nei primi 45 minuti di gioco è “tanta roba” se ripensiamo alle ultime magrissime stagioni. “De Jong può giocare più esterno come faceva Gattuso”, ha sottolineato Galliani. Ed è difficile dargli torto dopo la partita del Friuli e dopo aver visto un Montolivo tornato su livelli più che discreti.

Il bicchiere (poco) pieno resta la paura psicologica che genera incomprensibili errori difensivi. L’esperienza e i risultati scacceranno i fantasmi del passato, ma rischiare troppo è da cardiopalma e prima o poi lasci i punti per strada. Attenzione, infine, a Honda che col rientro di Bertolacci sarà molto probabilmente relegato in panchina. Con Kucka e Bonaventura più avanzato, i divertimento non mancherà. Scommettete?

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