Il Milan ha imparato a perdere

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Il Milan si è sciolto contro il Napoli, in quella che doveva essere la gara della svolta e che invece si è rivelata quella della ‘normalità’. Uno 0-4 che i rossoneri non subivano da quel lontano derby del 29 agosto 2009 e che ieri ha fatto partire la pesante contestazione dei tifosi. 4 sconfitte in 7 partite, 13 reti subite e solo 7 segnate : i numeri testimoniano come l’ennesima rivoluzione estiva sia per il momento un altro fallimento.

Ma lo stupore lascia il tempo che trova perchè il Milan ormai da qualche stagione è questo qui. Difficilmente vince uno scontro diretto, quest’anno contro Fiorentina, Inter e Napoli li ha persi tutti e tre persi con zero gol all’attivo, e quasi mai trova la forza per reagire, non lancia il cuore oltre tutte le difficoltà e resta impassibile e inerme di fronte alle scorribande avversarie. Inutile puntare il dito contro questo o quel giocatore, non serve neanche mettere sul banco degli imputati allenatore e società. Sono tutti colpevoli di questo dramma sportivo, la luce in fondo al tunnel in questo momento è difficile da vedere e le soluzioni appaiono quasi impossibili da trovare.

Non è cambiato niente, con Allegri si era data colpa alle cessioni illustri di Ibra e Thiago Silva, poi si è passati ad accusare l’inesperienza di Seedorf e di Inzaghi. Ma la realtà è che anche quest’anno con un mercato da 90 milioni e un tecnico più esperto il risultato è lo stesso. A ottobre sembra già tutto compromesso, tutto da rifare, ancora una volta. Un’agonia diventata abitudine, gli sfarzi del passato assomigliano sempre più a una foto scattata con la Polaroid, ingiallita e quasi dimenticata. Mihajlovic dopo la gara con il Genoa aveva detto che non basta indossare questa maglia per vincere e purtroppo ha ragione. Questa è la cruda verità, il Milan ha imparato a perdere e continua a farlo in maniera continua e terrificante.

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