La classifica profuma di Milan, ma stare in alto deve tornare normale

Il Milan non si ferma, raddoppia, anzi triplica e sbanca anche l’Olimpico di Roma, abbattendo la Lazio, fino a ieri sera imbattuta nel suo stadio. La miglior gara della stagione, per concentrazione, cinismo, voglia di vincere e qualità: i rossoneri hanno chiuso tutti gli spazi ai biancocelesti, hanno sfruttato le proprie armi in avanti, ingabbiando gli uomini di Pioli in un possesso palla superiore ma sterile. Torna la vittoria in trasferta: quest’anno l’unica gioia lontano da San Siro era arrivata a Udine, per il resto il bottino era stato magrissimo con un solo punto conquistato col Torino e tre sconfitte contro Fiorentina, Inter e Genoa.

Tre vittorie di fila in campionato non si vedevano dalla gestione Seedorf, in sette giorni il Diavolo è rinato e la classifica adesso recita quinto posto alla pari con il Sassuolo, a meno quattro dalla zona Champions e a meno cinque dalla vetta. Finalmente una classifica che profuma di Milan, una posizione congeniale a questa squadra che adesso deve confermarsi e non sedersi su questi 9 punti meritatamente conquistati. Con l’Atalanta potrebbe essere la gara della vera svolta, una partita da non sbagliare per continuare la risalita e affrontare le due settimane di sosta prima della Juve con serenità e grande entusiasmo. Grandi meriti di questa accelerazione vanno dati anche a Sinisa Mihajlovic che non ha mai smesso di credere nelle potenzialità di questa squadra. Ha cambiato modulo, facendo giocare gli uomini a sua disposizione nelle loro posizioni naturali e i risultati sono la naturale conseguenza di un sistema di gioco adatto e di una condizione fisica finalmente importante. Bonaventura (sempre più leader e autore anche ieri di una gara maiuscola condita da due assist) e Cerci sono due esterni offensivi, Montolivo è un regista basso e Bertolacci e Kucka sono mezz’ali. Il tutto unito a una difesa che continua a concedere pochissimo e a un centravanti spietato come Bacca, arrivato a sei gol in Serie A. A scriverlo adesso sembra semplice, ci è voluto del tempo per capire come far giocare al meglio la squadra ma ora che la barca ha preso il mare è fondamentale mantenere questa rotta.

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Protagonisti che si sono confermati come Bertolacci, al primo gol in rossonero, e Jack, altri che stanno dando risposte inaspettate come Cerci e Alex, o come Mexes, alla prima presenza in stagione che non ha mai fatto mancare il suo appoggio dalla panchina e che ha sfruttato a pieno la sua occasione. Si è rivista una squadra, un gruppo unito e affamato di tornare grande, si è rivista un’anima che non si vedeva da tante, troppe stagioni. Questa mentalità deve tornare a essere la normalità e non l’eccezione, bisogna tornare a stupirsi per delle sconfitte non per delle vittorie belle, spumeggianti e dominanti. Una vittoria in casa di una rivale diretta per la Champions erano anni che non si vedeva: la strada è ancora lunghissima ma nel nome della continuità e del lavoro si può tornare a pensare in grande, si può tornare a sognare perchè il Milan non è stato creato per vivacchiare ma è nato per vincere.

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