Lo spazio c’è, ma Cerci rimane al palo: i numeri lo condannano

Lazio-Milan: aggancio, dribbling, tiro a giro, palo. Juventus-Milan: Cerci tutto solo davanti a Buffon, passaggio di testa e mancata conclusione verso lo specchio di porta. Milan-Chievo: stop, sterzata, tiro a girare e la palla che sorvola l’incrocio dei pali. Queste le occasioni mancate dall’ex granata, o meglio alcune delle troppe palle gol, capitate su collo e piattone del numero 11 rossonero.

Tanta corsa, vero, ripartenze, anche, ma l’assordante numero zero posto davanti alla voce gol realizzati, comincia davvero a far impressione. Se non fosse che Cerci si presenta all’appello come esterno offensivo e all’occorrenza seconda punta. L’unico del reparto avanzato milanista a non aver trovato ancora la gioia personale. Ora la trasferta di Carpi diventa quasi un dovere morale per l’ex Atletico Madrid, visto inoltre che gennaio si avvicina e così anche la scadenza del prestito nella prossima estate. Il contropiedista, dopo la stagione negativa agli ordini di Simeone e la successiva ai comandi di mister Inzaghi, è stato autore di una vera e propria rinascita. Merito soprattutto del tecnico Sinisa Mihajlovic che è riuscito a rimetterlo in piedi dal punto di vista fisico e mentale.

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Dai suoi piedi infatti sono scaturiti gol come quelli di Bertolacci contro la Lazio e Luiz Adriano contro la Sampdoria, segno evidente della progressiva crescita del numero 11. Altruismo e caparbietà, questi i tratti distintivi del ragazzo originario di Velletri, che ora deve riuscire ad apportare ulteriore consistenza in zona gol. La trasferta di Modena potrebbe già essere l’occasione giusta.

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