Carattere, gioco e "riverenza". È nato il vero Milan di Mihajlovic

Carattere, gioco e “riverenza”. È nato il vero Milan di Mihajlovic


Finalmente Milan. Sembrava troppo bello e difficile battere la Fiorentina di Sousa, superiore in tutto e per tutto in queste settimane di campionato, e invece… Il Diavolo ha vinto e convinto in tutto, mandando al tappeto una delle migliori squadre della Serie A per gioco e classifica. Riuscendo, per la prima volta in stagione, a battere una delle “cinque sorelle” del campionato: il Milan è tornato a trionfare in un big match dopo mesi di digiuno assoluto. Praticando, peraltro, un gioco finalmente piacevole ed efficace: è piaciuta la solidità della linea difensiva (la crescita di Romagnoli è continua), ha sorpreso la qualità e la consistenza della mediana Montolivo-Bertolacci così come la splendida doppia fase degli esterni Honda e Bonaventura, hanno spaccato la partita con i loro “strappi” i vari Bacca, Niang e Boateng. Insomma: tanti risvolti altamente positivi in una serata magica per i colori rossoneri.

Il verdetto della serata, il più evidente, riguarda Sinisa Mihajlovic. La precarietà e la tensione sembrano esaltare lui e la sua squadra: il tecnico in discussione ha avuto ragione ancora una volta. E ora, dopo una settimana perfetta con il passaggio alle semifinali di Coppa Italia e la vittoria sulla Fiorentina, è definitivamente saldo sulla panchina rossonera con una conferma strameritata. I risultati positivi hanno pesato e non poco, ma a piacere è soprattutto il netto passo avanti del Milan sul piano del gioco. Il suo 4-4-2 (a tratti anche 4-5-1, con Honda mezzala destra e Niang sull’out destro del centrocampo) è stato pratico, efficace e gradevole: colpire la Fiorentina nelle ripartenze è stata la mossa vincente, così come il non rinunciare totalmente a fare la gara accettando di pressare “alti” i difensori viola. Una gara davvero ottima, griffata da una squadra tosta, unita e grintosa: questo Diavolo ha finalmente mostrato la grinta e gli attributi del proprio allenatore.

E ora può arrivare il bello. Il Milan ha iniziato a correre e giocare “da Milan”, ingranando la marcia giusta verso un posto alle prossime coppe europee: con diciotto giornate da giocare e la zona Europa agganciata, tutto è ancora possibile. Il terzo posto Champions, nonostante tutti i problemi e i tonfi, è distante “solo” otto punti: un gap potenzialmente colmabile in quattro mesi di Serie A, a patto che si trovi quella continuità di prestazioni, di risultati e di “testa” che sinora sono arrivate a fasi alterne. La sessione invernale di calciomercato, con qualche incastro favorevole, potrebbe portare sorprese gradite (servono un centrocampista top e un esterno di centrocampo), ma la base è già ora di buona qualità e consente di sperare in un finale di campionato diverso dagli ultimi due anni. Il girone di ritorno, definito da Mihajlovic “dei riscatti e delle vendette“, è iniziato sotto i migliori auspici. E il ringraziamento pubblico a Berlusconi nel post partita, segno di rispetto e riverenza, è un punto fondamentale: Sinisa ha capito che, per allenare il Milan, serve anche la “devozione” pubblica verso il presidente. La sua conferma a medio-lungo termine passa (pure) da questo.

 

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