Il fattore Niang

Il fattore Niang


“Mentalmente non sono più lo stesso. Mi sento più responsabile”, prima le parole e poi i fatti. Un M’baye Niang, un diciottenne qualunque arrivato per pochi spiccioli da quel del Caen, con tutte le promesse del caso e l’ardore di voler indossare una maglia pesante a strisce rosso nere. Dicevamo prime le parole, dopo i fatti. Doppietta e assist in quel di Genova, sponda Sampdoria, definitivo 3-1 contro il Crotone nella gara valida per gli ottavi di Coppa Italia. E poi ancora, tante belle giocate e prestazioni incoraggianti per un giovane classe ’94 che fino a qualche tempo fa mai si sarebbe immaginato di avere un impatto così importante tanto da affidargli una maglia da titolare. O forse no. “Al Milan volevo confermare la bella stagione di Genova, sapevo che avrei potuto conquistarmi un posto da titolare. Però adesso devo continuare così”. Parole incoraggianti, che semmai non fossero state confermate dai tiri nello specchio di porta, lo avrebbero accompagnato direttamente alle porte di Milanello, questa volta d’uscita.

L’attaccante che non ti aspetti, forse perché ancora non inquadrato in un ruolo preciso, il francese vanta di ben tre posizioni: attaccante centrale, seconda punta ed esterno d’attacco. Una sorta di tutto fare, che fino al 21 gennaio 2015 veniva quasi tenuto nascosto. Merito di Gasperini e Preziosi se il pacco regalo inviato da Adriano Galliani non è rimasto imballato ma uscito allo scoperto. Contro l’Hellas firma la sua prima doppietta stagionale, contro il Milan il momentaneo 2-0. Un campanello d’allarme che fa subito correre ai ripari dirigenza e società rossonera: questa volta il ragazzo firmerà un contratto che lo legherà al Milan fino al 30 giugno 2019. Carattere e serate permettendo.

Ora dopo un anno in cerca di dimora fissa, sembra che l’originario di Meulan-en-Yvelines, sarà ben lieto di adattarsi al clima rigido di Milano in inverno e caldo soffocante d’estate. Il mercato non dovrebbe portare novità, il francesino continuerà a padroneggiare sulla linea offensiva del Diavolo con di fianco due pezzi da 90: Luiz Adriano e Carlos Bacca. Nell’attesa di ritrovare il suo amico Mario Balotelli e il suo connazionale Jemery Menez, con cui potrebbe andare a formare un altro tridente di tutto rispetto. Tante novità e tanta voglia di migliorare, soprattutto riguardo la precisione sotto porta, lo scambio con i compagni e il lavoro sporco utile a salvaguardare risultato e allenatore. Ho sentito sin dal primo giorno di essere apprezzato da lui, ora con maggior fiducia e qualche grado di responsabilità in più potrebbe sfondare e non rimanere ancora un’altra stagione ancorato al palo. I numeri sono dalla sua, 19 tiri totali, 8 tiri nello specchio di porta e sei partite giocate sempre da titolare, l’età manco a parlarne, 21 anni appena compiuti. Il 2016 rischia davvero di essere l’anno buono.

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