Berlusconi: "Milan, 30 anni da 10 e lode. Ora due finali di Champions nei prossimi cinque. Sinisa vinca sempre da qui alla fine. Balotelli? Ne vale la pena. Su Mr. Bee..."

Berlusconi: “Milan, 30 anni da 10 e lode. Ora due finali di Champions nei prossimi cinque. Sinisa vinca sempre da qui alla fine. Balotelli? Ne vale la pena. Su Mr. Bee…”


Il prossimo sabato, 20 febbraio, il Milan festeggerà il 30esimo anniversario di presidenza Berlusconi. Ma ricordi e desideri Silvio gli ha raccontati già oggi in una lunga e indelebile intervista a La Gazzetta dello Sport, dove ripercorre la sua storia nel Milan.

Il bilancio di Berlusconi: “Siamo partiti puntando al 10. Per com’è andata direi 10 e lode. Sono stati 30 anni magici. Abbiamo vinto più di tutti. Ci siamo conquistati 363 milioni di simpatizzanti nel mondo. E soprattutto il nostro amore per il Milan è stato ripagato e ci ha riempito il cuore di felicità. Sono stati più di un miliardo e duecento milioni di euro i nostri investimenti sul Milan in questi trent’anni. Un regalo per questo anniversario? Sabato, in occasione dell’anniversario, vorrei pranzare con la squadra a Milanello. Ne approfitterò per chiedere a Mihajlovic di vincere tutte le partite da qui alla fine della stagione”.

Il giorno più bello: “Ce ne sono stati tanti. Certamente indimenticabile è la vittoria a Barcellona della prima Coppa Campioni, battendo 4-0 la Steaua Bucarest. Ricordo lo spettacolo indimenticabile del Camp Nou completamente tappezzato di bandiere rossonere. Sull’autostrada per la Spagna si crearono veri e propri ingorghi di auto e di pullman imbandierati. Fu l’intero popolo rossonero, non soltanto la squadra, a vincere la Coppa. Ma sono indimenticabili, per motivi diversi, anche le due finali di Atene“.

Quanti campioni: “Sacchi mi ricorda i primi meravigliosi anni. Ma sono legato da una profonda amicizia anche ad Ancelotti e a Capello. Campioni?  Vorrei rivederli tutti, i nostri campioni. Da Van Basten che ha lasciato il calcio troppo presto a Baresi, il nostro Capitano, da Savicevic a Ronaldinho, da Maldini a Costacurta, a Tassotti, a Donadoni, a Massaro. Da Weah a Gullit, a Sheva, a Kakà… Non posso citarli tutti. Ma ho voluto bene a tutti e per molti di loro sono stato un fratello maggiore“.

Il giorno più brutto: “La rimonta del Liverpool , quella incredibile finale di Champions perduta dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per 3-0, è il mio peggior ricordo. L’abbiamo già cancellata con i due gol di Pippo nell’altra finale di Atene, due anni dopo, ancora contro il Liverpool. Invece ancora amara la finale di Champions del 1993. Eravamo arrivati a quell’incontro vincendo tutte le partite del torneo, 10 su 10, andata e ritorno. Perdemmo 1-0 la finale con il Marsiglia. Una partita stregata“.

Sul presente: “Non si può vincere sempre. Io sono entrato nel Milan in uno dei periodi peggiori della sua storia. Nei 5 anni precedenti, due li aveva giocati in Serie B, e gli altri tre li aveva chiusi rispettivamente al 14°, al 6° e al 5° posto in Serie A. Oggi il fatto stesso che il Milan sia al sesto posto è una notizia. Sembra strano ai tifosi, visto che, in trent’anni, per venti volte abbiamo concluso il campionato nei primi tre posti. In tutto il mondo la parola Milan è sinonimo di grandi successi e, voglio ripeterlo, contiamo su 363 milioni di simpatizzanti”.

Il primo obiettivo del futuro: “In questi anni abbiamo vissuto 8 finali di Champions League. Entro cinque anni dobbiamo arrivare a dieci”.

Europa League come dice Barbara o Champions come dice Galliani? “La conferma che entrambi hanno a cuore il bene della squadra. Contraddicendo quello che dice l’età farebbe pensare: Barbara ragiona più da manager, Adriano più da tifosoHanno ragione entrambi, ed entrambi torto. E’ del tutto evidente che l’Europa League oggi è l’obiettivo alla nostra portata, ed è altrettanto evidente che non ci accontentiamo di questo. Nella mia vita, di imprenditore, uomo di stato, di uomo di sport ho sempre seguito una regola: pormi degli obiettivi un po’ più alti di quelli che il normale buonsenso ritiene facilmente raggiungibili. E li ho sempre raggiunti”.

Sulla questione stadio: “San Siro è la nostra gloriosa storia. Il legame affettivo, emotivo, con quel prato, quegli spalti, quella curva, è profondissimo per ogni milanista. Tuttavia il futuro sembra essere degli stadi di proprietà, secondo un modello che all’estero si va sempre più diffondendo e che per ora, in Italia, solo la Juve ha potuto realizzare. Quindi l’idea di Barbara era assolutamente quella giusta. Purtroppo si sono frapposte difficoltà che al momento non potevamo prevedere. Continueremo quindi a giocare a San Siro, fieri di stare nella ‘Scala del calcio’, senza tuttavia smettere di guardarci intorno”.

Di nuovo in campo: “Il Milan di oggi lontano dai miei sogni? Forse non è così lontano come qualcuno pensa. Io sono stato impegnato su molti fronti con impegni difficili e anche dolorosi. Ma ora sono tornato in campo. Non lavoriamo solo per l’oggi. Stiamo ricostruendo una squadra per un nuovo ciclo con giovani promettenti e con molti fuoriclasse. Sono sicuro che ci riusciremo”.

Messaggio a Mihajlovic: “Vincere la Coppa Italia per salvare la stagione? Non basterebbe. A Sinisa chiederò di vincere tutte le partite da qui alla fine. Ma alzare la Coppa Italia sarebbe importante. Vincere fa sempre bene, e comunque la Coppa Italia garantisce un posto in Europa“.

Boateng e Balotelli non sono errori di mercato: “Boateng è rientrato con una grande voglia di tornare a giocare, e finora ha fatto bene. Balotelli si sta rimettendo da seri problemi di salute. Se riuscirà a evitare gli errori del passato, potrà essere una risorsa. Credo valga la pena di provare”.

Su Donnarumma: “Donnarumma è uno dei tanti giovani del nostro vivaio e spero che rimanga con noi per altri vent’anni”.

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