Al fianco di Bacca, Luiz Adriano’s The One!

Un flebile raggio di sole in una giornata piena di tuoni e fulmini. Tra due punti persi e un’altra prestazione discutibile, e soprattutto uno spogliatoio in ebollizione, il rientro in campo di Luiz Adriano è una delle pochissime note liete in casa Milan della trasferta di Verona. Niente di straordinario, si intenda, ma il brasiliano ha avuto un approccio positivo alla gara col Chievo e un piglio incoraggiante e benaugurante per il resto della stagione. Considerando i problemi di “testa” di Balotelli e la condizione approssimativa di Menez, decisamente niente male: pur non avendo spaccato la partita, si è mostrato vivo e ancora sul pezzo. In confronto ai colleghi di reparto con il “45” e con il “7”, un passo avanti da non sottovalutare.

Luiz Adriano, d’altronde, rappresenta sin da agosto il miglior partner possibile per Bacca. Se la scelta di Mihajlovic di puntare su Niang è (quasi) sacrosanta, considerando gli ampi margini di miglioramento e l’età verde del francese, a livello tecnico-tattico è l’ex Shakhtar il giocatore più funzionale e adatto al gioco del colombiano. Il Peluca è un formidabile killer d’area di rigore, tra i migliori d’Europa, ma pecca nel fraseggio con i compagni e soffre maledettamente la penuria di rifornimenti: per il suo gioco, avere un uomo che giochi qualche metro più indietro e che faccia da raccordo è fondamentale. Lavoro e movimenti che il “9” ha pienamente nelle corde, così come l’innata qualità di giocare sempre in funzione del compagno. Luiz Adriano, a conti fatti, è la spalla ideale di Bacca.

bacca luiz adriano milan-verona (spaziomilan)

A piacere più di tutto il resto, ad ogni modo, è l’atteggiamento. Non sarà battagliero e generoso ai livelli di Mandzukic, ma il brasiliano ha sempre dato il massimo in termini di disponibilità e di dedizione. Oltre a un’intelligenza calcistica che pochi, tra gli avanti rossoneri, possono vantare. Assente in campionato da più di due mesi e un millimetro dall’addio lo scorso gennaio, il nativo di Porto Alegre ha mostrato una condizione fisica discreta e una voglia matta di tornare a fare la differenza: i problemi fisici delle scorse settimane e la (quasi) cessione in Cina non si sono minimamente percepiti in campo. A differenza di chi, a più di tre mesi dal rientro in campo, ancora non regge l’intensità chiesta da Mihajlovic. E che in campo si mostra svogliato, indolente, irritante. O chi altro, fuori per tutta la stagione, è ben lontano da una forma decente. Aspettando Niang, verso il 21 maggio e verso il rush finale della stagione, Luiz Adriano’s The One!

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