Bacca dal sapor poco latino. Serve grinta per tornare al gol

bacca 6 milan-verona (spaziomilan)
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Chiedere di più a Carlos Bacca in questa stagione che segna un po’ l’anno uno del Milan dopo innumerevoli anni zero sembra quasi fargli un torto per tutto quello che ha dato nei primi sei mesi di questa stagione. Coi gol ha fatto innamorare i tifosi di lui, lasciando già un segno, dimostrando che il colombiano sta lavorando bene e facendo capire sul campo che non è un caso se ha vinto due Europa League consecutive da protagonista. I momenti di flessione ci stanno, ma ora, alla vigilia della sfida col Chievo, tutti gli chiedono ulteriori passi avanti.

alex bacca derby (spaziomilan)Guardandoci un attimo alle spalle, nonostante la mostruosa media realizzazioni per tiri in porta, Bacca è a secco dal 14 febbraio, dalla sfida col vinta 2-1 contro il Genoa per intenderci, quasi un mese senza esultare. Francamente un’astinenza un po’ troppo prolungata per un bomber di razza come è. Tifosi, mister e squadra non attendono altro che tornare a gioire per i suoi gol, e la sfida di Verona è un’occasione da non fallire. Tuttavia, le richieste di miglioramento non prevedono la parte pratica del gioco del calcio, quanto l’aspetto psicologico: glaciale sotto porta, vero, ma glaciale anche nello spirito con cui affronta indipendentemente ogni gara. E se le gare non vanno nel verso giusto? Contro il Sassuolo, ad esempio, Bacca è scomparso dai radar, inglobato nell’involuzione generale del Milan visto a Reggio Emilia: pochissimi palloni toccati, pochissime occasioni, ma soprattutto, come direbbero da lui in Sud America, poca garra.

È proprio l’aspetto emotivo che dovrebbe cambiare in lui: con all’orizzonte 30 candeline da spegnere diventare trascinatore, non solo a suon di gol, ma anche di carisma, energia e motivazioni, dovrebbe essere uno degli obiettivi personali e professionali di Bacca. Ricordiamoci che è qui solo da sette mesi e ancora di tempo gliene dobbiamo dare, ma se fosse lui il nuovo leader dell’armata milanista nessuno si metterebbe di traverso, anche perché fin’ora, nonostante la freddezza esternata, il cuore rossonero è scaldato soprattutto dalle sue prestazioni.