All’andata l’unica gioia per Bertolacci: la Lazio per sfidare (ancora) sfortuna e scetticismo

Un girone fa, all’Olimpico contro la Lazio il Milan viveva un ottimo molto della stagione, conquistando contro i biancocelesti la terza vittoria consecutiva. La squadra stava bene e stava ingranando anche Bertolacci. Storia strana quella dell’ex Genoa, arrivato come colpo del mercato estivo per il centrocampo rossonero, dopo un inizio di ambientamento stava trovando le giuste misure come mezz’ala e proprio contro la Lazio fornì la sua miglior prova.

Una partita comunque amara il 91 che sbloccò la gara con il suo primo, e finora unico, gol milanista ma poi si infortunò e rimase ai box per circa un mese. Un’uscita di scena che ha condizionato poi il suo proseguo della stagione, che non ha più toccato quelle vette ed è proseguita con prestazioni altalenanti e quasi mai decisive. Con la coppia formata da Kucka e Montolivo l’inizio del 2016 aveva visto Andrea molto più seduto in panchina che in campo ma da qualche settimana, visti gli infortuni proprio dei due centrali, ha ritrovato la titolarità ma non la piena brillantezza. Domenica sera toccherà ancora a lui prendere per mano la squadra e magari, chissà, bissare il gol dell’andata. Una rete che non vuole arrivare, quasi fosse una maledizione come confermato da lui stesso nella giornata di ieri ai margini dell’evento TwitterSport: “La sfortuna mi dice male, anche la traversa con l’Udinese: sarebbero stati sei punti e avremmo parlato di altre cose. Dobbiamo ripartire dal secondo tempo di Verona, ce la metteremo tutta. Arrivavamo da nove risultati positivi,non devono essere queste due partite a ributtarci indietro“.

Una rete, in effetti, se la meriterebbe anche se sul campo, nelle già 21 presenze in campionato, non ha ancora dimostrato quello che afferma a parole. Non è quel giocatore quasi impaurito che troppe volte abbiamo visto quest’anno, nella passata stagione è stato la rivelazione del campionato, il talento e il carisma non si discutono e non possono essersi dispersi improvvisamente. Ma ora serve la svolta, il tempo dei ‘però’ e dei ‘si vedrà’ è finito: servirebbe un gol o una giocata vincente per sbloccarlo mentalmente, proprio come all’andata. I tifosi del Milan non vedono l’ora di applaudire in maniera convincente il vero Bertolacci.

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