L’obiettivo è il sesto posto, ma Abate e Abbiati da Champions

“Ogni anno siamo qui a ripetere le stesse cose. Se ci accontentiamo del sesto posto, rischiamo pure quello”. Parole di Ignazio Abate dopo lo scialbo 0-0 del Milan a Verona contro il Chievo. Parole lucidissime che riassumono alla perfezione lo stato dell’ambiente rossonero che ormai da anni non compete più a grandi livelli. Non bastasse la prestazione scialba del Bentegodi è arrivato anche un post partita agitato e molto autocritico in casa Milan. Oltre al terzino infatti sono arrivati anche i rimproveri del senatore Abbiati che ha contestato l’atteggiamento dei compagni e ha sbottato contro chi risponde ai richiami dei compagni.

Il terzo posto era difficile ma dopo queste ultime due gare è diventato impossibile. E ad aggiungere benzina sul fuoco sono arrivate le parole di Mihajlovic che a microfoni spenti sembra si sia lasciato sfuggire la sentenza che con questa squadra è difficile fare di più. Le smentite ufficiali sono arrivate ma è sembrato ingiusto far uscire quest’aspetto quasi rassegnato del mister, nella prima domenica in cui non parla pubblicamente. Un situazione che non aiuta la squadra, instabile e già di per sè fragile mentalmente.

E’ come se il gruppo, una volta raggiunta la finale di Coppa Italia, avesse staccato la spina in campionato, proprio nel momento decisivo, proprio quando bisognava trovare le ultime risorse per tentare qualcosa di impossibile. Almeno provarci, competere fino alla fine e invece per l’ennesima stagione il Milan affronterà le ultime gare di Serie A senza praticamente avere obiettivi, se non quello di difendere il sesto posto dal Sassuolo. La dimensione è questa, la presa di coscienza dello spogliatoio è chiara e netta ma le parole sembrano ormai non sortire l’effetto sperato. La finale contro la Juventus diventa sempre più decisiva.

 

 

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