Quando è Berlusconi a prendersi “giuoco” del Milan

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Dal 4 ottobre al 17 aprile, dallo 0-4 del Napoli a San Siro – all’esordio di Brocchi. Sei mesi dopo il Milan si riveste di 4-3-1-2, quindi il modulo più sbagliato fra quelli proposti da Mihajlovic vuole e deve essere il punto di forza del nuovo allenatore. Mission impossible, visto che la squadra è la stessa di prima: protagonista del fallimento netto a inizio stagione e in abbondanza responsabile dell’esonero di Sinisa.

Quando Berlusconi era ancora un Signore non cacciava una persona seria solo per provarci gusto o evitare il rischio di confermarla se avesse alzato la Coppa Italia, seguendo una direzione opposta rispetto al pensiero comune. Non scriveva su Facebook ma da presidente vero si sarebbe fatto vivo alla presentazione dell’ex Primavera. E invece nemmeno ieri, dopo averlo promesso, è stato in grado di raggiungere Milanello. “Cielo nuvoloso”, l’elicottero non vola. Ovviamente l’unico mezzo per fare 60 km e sostenere il suo pupillo alla vigilia della Sampdoria. Che poi la differenza sta negli uomini, nell’atteggiamento e poco nel disegno in campo della formazione. La gara di stasera non può deludere: servono reazione del gruppo, risposte positive dai singoli e ovviamente una vittoria distante da febbraio. Ma bisogna pretendere già sprazzi di buon gioco, l’intenzione di voler davvero cambiare la filosofia del “w la difesa, meglio non prenderli”. Se no si teneva lo scomodo Miha, fermo restando che al peggio non esiste fine e l’Europa League va obbligatoriamente protetta.

Interessante la posta in palio di Balotelli a Marassi. Titolare per la seconda volta di fila e in sorprendente avanzamento nelle gerarchie d’attacco. Pure senza meritarlo. Luiz Adriano assente, Niang infortunato e a rischio sacrificio in estate: adesso è Mario la spalla di Bacca e varrà tanto la sua conferma della prestazione con la Juve. Dimostri di tenere alla maglia rossonera e dia una grossa mano a Cristian: preparato e corretto, però in mezzo ai problemi di un povero Diavolo.

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