Il vento sta cambiando, ma deve essere rossonero

Il vento sta cambiando, ma deve essere rossonero


DIMITRI BANNER 2014Il Milan si rituffa nel Campionato con alcune certezze e tanti dubbi, cominciando così anche sul campo un mese che sta per segnare definitivamente la storia della società rossonera. Domani ci si rituffa nell’atmosfera della Serie A con l’Udinese, squadra spesso indigesta negli ultimi anni, che farà visita ad un Diavolo abbastanza incerottato a San Siro. Il match contro i friulani potrebbe darci un’ulteriore conferma di come l’atteggiamento in campo della squadra stia davvero cambiando, alla ricerca del bel gioco e di una volontà di fare sempre la partita, sotto il segno di Vincenzo Montella. C’è da seguire una strada già intrapresa, intravista nelle prime due uscite ufficiali, ma molto dura da concretizzare e che avrà, purtroppo, bisogno di tante cadute per maturare.

Parallelamente al Milan che sta scendendo in campo, cercando disperatamente di conquistare almeno un posto in Europa League, però, si sta formando un altro Diavolo che, al termine del periodo di transizione, prenderà il posto di questo Milan transitorio ancora guidato da Galliani. L’Ad e Dg in pectore Marco Fassone sta costruendo passo dopo passo il nuovo Milan. Gandini, storico dirigente dei rossoneri (da circa 23 anni) se n’è andato ed ha trovato nuova collocazione a Roma, mentre ormai impazza il toto Direttore Sportivo. Pradè, Bigon, Sogliano, Sabatini, Paratici, Mirabelli sono i nomi più gettonati. Quale sarà il futuro di Galliani e Rocco Maiorino? In società, come si dice da mesi, intanto è destinato ad arrivare una vecchia bandiera che possa essere il collante tra società e giocatori, con un ruolo più politico che operativo.

I nomi che si fanno sono quelli di Maldini, Costacurta ed Albertini. Quest’ultimo sembra essere il nome più verosimile e papabile, mentre per lo storico capitano si profila solo un nome impresso nella memoria, in quanto ha già confermato che il Milan sarà sempre un bellissimo ricordo e parte della famiglia. Tali affermazioni suonano purtroppo come un addio. Albertini è un profilo giusto, ma privarsi di Capitan Maldini è veramente dura. Le conferme arriveranno dopo il closing ovviamente, ma alcune buone prospettive esistono già. Di certo al Milan per il futuro serve soprattutto ritrovare uno spirito, un’appartenenza, un Dna da Milan, cosa che purtroppo è andata via via sbiadendosi sempre di più negli ultimi anni.

Il Milan deve tornare ad essere prima di tutto una questione di cuore, di gente che sappia di doversi meritare di far parte di una grande famiglia, gente orgogliosa di indossare quella maglia che per decenni ha significato il meglio che potesse esserci in circolazione. Questo senso di appartenenza, questo senso di Milan così forte può però essere descritto ed insegnato solo da chi lo ha vissuto, ne è stato simbolo e portatore in Italia, in Europa e nel Mondo. Per questo sarebbe fondamentale l’ingresso in società di una, ma meglio ancora due, figura che possa svolgere questo compito appunto da collante tra nuova società e dirigenza e calciatori, per far tornare ad essere il Diavolo un esempio per tutti.

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