Da Empoli 3 punti e una conferma: il Milan è sempre più squadra

Da Empoli 3 punti e una conferma: il Milan è sempre più squadra


Vittoria e prestazione. Montella torna a Empoli e centra l’obiettivo: riscattare la delusione del derby convincendo e vincendo con decisione anche lontano da San Siro. Perché la risposta del Milan al test del “Castellani”, nel complesso, è stata positiva: il Diavolo espugna Empoli per 4-1, pur senza abbagliare per la bellezza del calcio offerto ma meritando appieno i tre punti e il risultato rotondo riportato nel tabellino. A un primo tempo equilibrato, in cui i padroni di casa mettono in difficoltà il più quotato avversario, è seguita una ripresa sostanzialmente senza storia, dominata dai rossoneri nel gioco e nelle reti. Una partita a due volti, quella di Empoli, con alcune difficoltà e sofferenze iniziali, che consegna al 90° un buon Milan.

lapadula-acmilan

Gli uomini di Martuscello partono decisi, forti del proprio collaudato 4-3-1-2 e di un ritmo estremamente elevato, e mettono in difficoltà il Milan. Che però sblocca la gara con Lapadula, subito “ripreso” dall’illustre ex Saponara: i 45 minuti iniziali sono sofferti e costellati da troppi errori tecnici tra difesa e mediana, con il trequartista di Forlì a tratti irresistibile su un Locatelli impreciso e sottotono. Ma poi, al calar delle forze e dell’intensità, sale in cattedra la qualità dei singoli e il match premia i rossoneri: l’inarrestabile Suso, il ritrovato Bonaventura e ancora Lapadula dilagano e mettono in ghiaccio tre punti importanti per la classifica e per il processo di crescita del gruppo. Onore un buon Empoli, tosto e coraggioso, costretto a “cedere” al cospetto di un avversario quadrato e qualitativamente superiore: le rotazioni di Montella, parse troppo azzardate nel pre partita, non hanno abbassato significativamente né la cifra tecnica né l’equilibrio del Milan. Il tecnico, stavolta, ha avuto pienamente ragione col turnover.

Insomma: il Milan, nell’arco dei 90 minuti, è promosso. Soprattutto perché ha dimostrato, ancora una volta, di essere sempre più squadra slegata dagli acuti di pochi decisivi singoli: l’assenza dal 1′ di ben quattro titolarissimi (Paletta, Kucka, Bacca e soprattutto Niang) non ha inficiato la solidità e la consistenza dell’undici in campo, sofferente per larghi tratti del primo tempo ma capace di mantenere equilibrio e colpire nei momenti di maggior. Le cosiddette riserve, in sostanza, non hanno fatto rimpiangere i titolari. Nota di merito per due singoli: Lapadula – finalmente implacabile nei sedici metri – e Suso. Lo spagnolo è stato irresistibile in progressione e nei cambi di direzione, geniale ma chirurgico nell’assistere i compagni, letale sotto porta. Domenica dopo domenica, il Milan si frega le mani, conscio di avere un altro potenziale campione.

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