Un'altra finale, sette mesi dopo la Coppa Italia. Ma che abisso...

Un’altra finale, sette mesi dopo la Coppa Italia. Ma che abisso…

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Piermaurizio Di Rienzo è giornalista professionista dal 2006 e coordinatore dei contenuti di SpazioMilan.it dal 2012. Dopo quasi un decennio di redazioni (Il Giornale, Leggo, Libero, Radio Lombardia e Sole24Ore), si è occupato per oltre due anni della comunicazione di alcune tra le più importanti manifestazioni fieristiche europee per poi intraprendere la strada di Food&Beverage Manager e CEO di una società del settore moda a Milano. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” ogni domenica su Radio Reporter. E’ direttore editoriale della free press pomeridiana Mi-Tomorrow.

Il Milan si gioca la seconda finale nel giro di pochi mesi. E stavolta le condizioni sono ben diverse. Se a maggio la Coppa Italia, pur giocata con carattere, era l’ultima spiaggia per Cristian Brocchi, la Supercoppa di venerdì sera a Doha rappresenta un potenziale punto di partenza per Vincenzo Montella, abile com’è stato fin qui a plasmare il “materiale” a disposizione per tirarne fuori gambe, grinta e spirito di gruppo. E’ un Milan molto diverso quello che sbarca in Qatar per affrontare la Juventus. E forse sta qui quel pizzico di sano ottimismo che si percepisce tra i tifosi.

Montella avrebbe voluto imporre un proprio credo tattico, ma ha avuto l’intelligenza di fare un passo indietro e adattare il modulo agli uomini, anzichè viceversa. I fatti gli stanno dando ragione e la Supercoppa sarebbe la ciliegina sulla torta di cinque mesi straordinari, al di là di ogni rosea aspettativa. Sarà l’ultima finale dell’era Berlusconi? E’ davvero difficile pronosticarlo ora, visto che i soldi dalla Cina sono arrivati, ma i tempi per la chiusura della trattativa si sono ulteriormente dilatati.

Adriano Galliani ha fatto sapere di non avere soldi in tasca per fare il mercato. Ma si sapeva. Non avrà bisogno nemmeno di chiedere parere via Skype (a chi?) per portare a casa questo o quel giocatore, visto che, di fatto, le entrate saranno nel solco di aventuali prestiti senza alcuna uscita importante dal punto di vista economico. Fininvest ha smentito che 50 milioni potessero servire per il mercato, ma resta divertente come la fantasia vada oltre ogni immaginazione, anche quella più improbabile. Ad maiora.

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