Un 2016 da sei in pagella, un 2017 che può diventare storico

Un 2016 da sei in pagella, un 2017 che può diventare storico


DIMITRI BANNER 2014L’ultimo giorno dell’anno è, per forza di cose, il momento giusto per fare bilanci, stilare classifiche e approfondire un discorso relativo all’anno nuovo con tutti i buoni propositi e le buone intenzioni. Quando si parla di sport, e più precisamente di calcio, però, il 31 dicembre fa rima soltanto con la pausa del campionato italiano per le festività natalizie e con la chiusura della prima parte di stagione. Un anno solare, infatti, comprende due stagioni calcistiche differenti e deve prendere in considerazione entrambe, anche se mezze. Ed allora il Milan merita una sufficienza piena considerando che il voto e la media esatta delle due diverse metà. Da gennaio a giugno è stato un Diavolo da quattro in pagella, da agosto a dicembre merita senza dubbio un otto.

Ed ecco che naturalmente un sei pieno è il voto complessivo del 2016. La mancata qualificazione in Europa, con un settimo posto che ha solo allungato la serie di vergognosi piazzamenti in campionato, la finale di Coppa Italia persa, l’assurdo avvicendamento in panchina tra Mihajlovic e Brocchi, le figuracce contro Carpi, Frosinone e Verona. Un Milan che nei primi due mesi dell’anno aveva rimesso in piedi un discorso legato alla qualificazione quantomeno in Europa League e aveva conquistato la finale di Coppa Italia, con Mister Sinisa Mihajlovic che era riuscito a trovare una certa quadratura del cerchio, ha vanificato tutto a Marzo, per poi buttare definitivamente alle ortiche tutto nei due mesi successivi. Resta nella memoria dei tifosi milanisti lo splendido derby vinto per 3-0 che rimane anche la gioia più grande della passata stagione.

Dopo un’estate passata a parlare di imprenditori cinesi, passaggi di proprietà e mercato inesistente, da fine agosto la mano del nuovo tecnico, Vincenzo Montella, si è cominciata a vedere ed il Milan ha cominciato ad affidarsi ai tanti giovani, ad una coesione di squadra più forte e alla mentalità giusta. Sono cominciati ad arrivare i risultati, alcuni anche esaltanti come la vittoria contro la Juventus e la strepitosa rimonta ai danni del Sassuolo, si è cominciato a vedere anche un gioco e si sono messi in risalto alcuni calciatori che sembravano persi o non avevano ancora espresso a pieno le loro potenzialità. Un terzo posto virtuale sorprendente e la ciliegina sulla torta con la vittoria in Supercoppa, ancora ai danni della Juventus, sono i frutti dell’ottimo lavoro svolto da Montella.

Ora è tempo di salutare questo 2016 e di dare il benvenuto al 2017 che potrebbe essere l’anno della svolta definitiva, ma anche e soprattutto un anno storico che difficilmente si potrà dimenticare. A marzo il Milan potrebbe passare, dopo 31 lunghi e strepitosi anni di presidenza Berlusconi, in altre mani e da lì si potrebbe sognare di nuovo un Milan forte e vincente. Per ora basterebbe continuare nell’opera verde di giovani e tanti italiani che lottano all’unisono e marciano tutti nella stessa direzione. Perché il tifoso del Milan, dopo anni di umiliazioni, vorrebbe tornare a vincere, ma sarebbe già contento di vedere undici leoni che lottano per vincere e danno tutto per onorare la gloriosa maglia rossonera.

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