Keita-Lazio sempre più lontani: Mirabelli ci crede, costa 20 milioni

Keita-Lazio sempre più lontani: Mirabelli ci crede, costa 20 milioni

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Vorrebbe dei regali ma servirà un miracolo. Montella, a Natale, spera di avere una Supercoppa in bacheca da festeggiare, magari per convincere Fininvest e cinesi a sborsare un minimo di budget da spendere per rinforzare una squadra che potrebbe lottare per la Champions fino alla fine solo se a gennaio arriveranno un paio di grandi rinforzi. La priorità rimane il regista, con Badelj primo (e unico?) obiettivo, ma servirebbe anche un attaccante esterno che possa rimpolpare una batteria scarsa a livello numerico: alternative misere, a parte l’eccezione Bonaventura. In questo senso e direttamente da ambienti romani, il nome tornato alla ribalta è quello di Keita, in rotta con la Lazio.

I rapporti fra giocatore e società sono ai minimi termini, vicini allo strappo. Il rinnovo è in alto mare e il suo agente, Roberto Calenda, ha annusato da tempo l’opportunità di muovere la propria preziosa pedina, a caccia del salto di qualità. La proposta economica di Lotito, 1.5 milioni all’anno, non soddisfa: prova ne è che il ragazzo alla cena di Natale di martedì sera ha lasciato l’evento in prossimità del discorso del presidente. Da “padre e figlio” a separati in casa, con tanta voglia di andare via da parte dell’ex Barcellona. La valutazione si aggira attorno ai 20 milioni, però trattabili – forse – a cifre anche più basse; si vocifera pure della possibilità di avvalersi dell’articolo 17 della FIFA, che gli consentirebbe di svincolarsi senza rimanere prigioniero del contratto in scadenza. Un profilo che piace a tutti a Milanello, spiega Tuttosport, dall’attuale dirigenza al ds in pectore Mirabelli (il quale lo ha visionato parecchie volte allo stadio, insieme al procuratore).

Un acquisto che aumenterebbe di forza e imprevedibilità un reparto che vive esclusivamente delle giocate di Suso e Niang. L’allenatore già in estate sottolineò l’esigenza di un ricambio in più, ma i tentativi per Pjaca e Cuadrado, per esempio, non si realizzarono. Come non si realizzò la cessione di Bacca, condizione ancora necessaria per disporre di cash fresco da rimettere subito in circolo. Per i rossoneri non è in vendita, ma in caso di buona offerta le cose cambierebbero in fretta. Allora l’affare prenderebbe quota. A meno che i cinesi, su indicazione dei loro uomini, farebbero il “regalo” a prescindere dalle uscite in quanto colpo comune e condiviso. Montella ringrazierebbe molto.

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