Lapadula e Pasalic, le rivincite di un mercato che ora sta carburando

Lapadula e Pasalic, le rivincite di un mercato che ora sta carburando

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Il mercato estivo rossonero è stato una sofferenza e ha prodotto molto meno di quanto sarebbe stato lecito attendersi, viste le premesse. Quindi la vittoria con il Crotone è stata una sorta di rivincita: Pasalic acciuffa e Lapadula congela, successo firmato dagli ultimi acquisti. Che notizia, se pensiamo a un mese fa o giù di lì, quando Montella spiegava pubblicamente un po’ per motivi fisici e un po’ per scelte tecniche le costanti panchine dei “nuovi”.

La crescita della fiducia da parte dell’allenatore e della condizione dei giocatori è evidente nello sviluppo della stagione. Considerando i sei protagonisti in questione – Lapadula, Pasalic, Gomez, Mati Fernandez Sosa e Vangioni – e dividendo le 15 giornate in 3 blocchi da cinque, la differenza fra primo e terzo blocco è abissale: da 314’ a 922’ di impiego complessivo, quasi il triplo. Ovviamente, andando avanti, subentrano altri fattori come infortuni e squalifiche, ma il dato di fatto resta: quello che sembrava un Milan basato sui soliti undici, approfondisce La Gazzetta dello Sport, sta piano piano allargando gli orizzonti. Orizzonti che possono valere 3 punti, come domenica scorsa. Su parecchi di loro, però, c’è voluta parecchia pazienza, gli stessi Lapadula e Pasalic sono arrivati a Milanello pieni di problemi: il primo praticamente eroso dopo la promozione col Pescara, il secondo era fermo da febbraio. E poi Mati, subito ko e adesso fresco di immediato bis appena stava iniziando ad ingranare (3 spezzoni di fila fra la 12° e la 14°), Gomez, nove presenze di cui cinque da titolare, Sosa, riserva abbastanza usata, e infine Vangioni, l’unico a zero.

PasalicTornando agli uomini chiave del 2-1 ai calabresi, Gianluca sta vivendo la sua consacrazione, iniziata a Palermo e pienamente in corso: 4 partite, 4 gol. L’emblema perfetto del mercato: per lo più snobbato, nonostante i 9 milioni spesi, ora decisivo ed esaltato dai tifosi, che allora si aspettavano un nome diverso e migliore. Mario, invece, conviene schierarlo per un motivo anche economico: il prestito (con diritto di prelazione) costerò 200.000 euro, per il resto più giocherà e meno servirà aggiungere. Fa comodo.

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