Gazzetta - Acquisto a rate, investitori sconosciuti e incertezze sulla governance: tutti i dubbi sulla cessione Milan

Gazzetta – Acquisto a rate, investitori sconosciuti e incertezze sulla governance: tutti i dubbi sulla cessione Milan

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Un unicum. Definisce così questa mattina La Gazzetta dello Sport quello che secondo molti potrebbe avvenire nei prossimi mesi al Milan: la vendita di una società di calcio… a rate. Un unicum che allarma e disorienta le centinaia di tifosi rossoneri sparsi in giro per il Mondo, che, dal 5 agosto, data di firma del preliminare di cessione alla Sino-Europe Sports Investment, subiscono quotidianamente evoluzioni più o meno chiare di una trattativa dai contorni indubbiamente sfumati. Dubbi che non si sono diradati del tutto nemmeno dopo l’arrivo, ieri, della seconda caparra da cento milioni versata ieri nelle casse di Fininvest. La Rosea ne individua tre analizzandoli dettagliatamente:

1) GLI INVESTITORI: per ora gli unici membri certi della cordata sono Yonghong Li e il fondo Haixia, controllato dalla provincia di Fujian (non dallo Stato). Degli altri esponenti presentati a Fininvest non si sa nulla: si vocifera di banche sparse qua e là per la Cina, ma le banche non comprano squadre di calcio, semmai prestano soldi. Il mistero sui componenti del fondo viene giustificato dalla necessità di ottenere le autorizzazioni dal governo di Pechino, ma l’incertezza resta palpabile.

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2) IL REGISTA: in Cina nessuno sembra conoscere Yonghong Li, il misterioso businessman cinese che ha versato di tasca sua i 200 milioni finora versati dai cinesi alla holding della famiglia Berlusconi. Non si sa quale sia il suo campo di affari, nè soprattutto quale la sua consistenza patrimoniale, che gli ha permesso di versare 200 milioni (ovvero quasi il 40% dell’intero valore d’acquisto). Soldi che Li rischia seriamente di perdere se l’affare non dovesse concludersi positivamente.

3) LA GOVERNANCE: ammesso e non concesso che il closing si faccia ed il Milan passi effettivamente nelle mani della Sino-Europe, la domanda che sorge è: “come si distribuiranno investimenti e poteri all’interno di un fondo i cui membri rischiano di essere sconosciuti per lunghissimo tempo?“. Difficile dare una risposta, soprattutto perchè Yonghong Li potrebbe voler avere il potere decisionale del club. Inoltre, si verrebbe a creare un serio problema di trasparenza all’interno di Via Aldo Rossi, obbligo che è sancito legislativamente dalle norme della FIGC e che è innanzitutto un dovere morale verso i tantissimi tifosi del Milan, che al momento non sanno a cosa credere.

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