Montella è ancora il più lucido di tutti. E Fininvest...

Montella è ancora il più lucido di tutti. E Fininvest…


Ora non voglio sentir dire “Il Milan è tornato sulla Terra” o peggio ancora non voglio sentire critiche a squadra e allenatore che hanno fatto finora più di quanto fosse nelle loro reali possibilità. La classifica dice che siamo settimi con una partita in meno e il settimo posto è quello in cui siamo arrivati l’anno scorso. Gli altri si sono rinforzati, noi no. Eppure abbiamo fatto un girone d’andata addirittura in zona Champions League e ci siamo portati a casa la Supercoppa contro la Juventus. Se avete avuto la pazienza di leggere i miei editoriali di tutto il girone d’andata ho sempre scritto che ripetere quei 36 (37 o 39) punti sarebbe stato impossibile. Che ci sono quattro squadre con un organico di un’altra categoria che ci sarebbero arrivate davanti. E che avremmo lottato per i restanti posti di Europa League con Lazio, Fiorentina e Torino, considerando per esempio che tutte e tre queste squadre hanno un attacco più forte del nostro. Ero realista prima, lo sono adesso.

Non sopportavo chi si esaltava prima, non sopporto chi parla di disastro adesso. Montella mi è sembrato il più lucido ed equilibrato di tutti, anche perchè sapeva e sa perfettamente qual è il valore della sua squadra. Una squadra che ha quasi sempre vinto con le squadre più deboli, ha quasi sempre perso (tranne qualche goduriosa eccezione) con le squadre più forte e ha pareggiato le partite difficili. Avrebbe pareggiato anche ieri a Udine se non ci fosse stato lo sfortunato episodio De Sciglio-De Paul e magari avrebbe addirittura vinto se non si fosse rotto Bonaventura. Questi “SE” ci dimostrano come sia fragile questa squadra e come siano precari gli equilibri trovati da Montella. Una squadra di medio livello dove se gira tutto per il verso giusto e magari si ha qualche episodio a favore (tipo gol di Pjanic annullato e infortunio di Dybala con la Juve) si può vincere, ma se qualcosa gira storto si rischia di perdere o si perde. Le grandi squadre invece sono quelle che vincono anche quando le partite hanno qualcosa di storto. Il Milan non lo è ed è pure molto lontano dall’esserlo. A questo proposito l’assenza di Jack, anima dell’attuale Milan, condizionerà pesantemente le prossime partite, per lo più proprio contro avversari del nostro stesso livello. E’ giusto aspettarselo ricordando che senza di lui abbiamo fatto una fatica dannata a battere pure il Cagliari che in trasferta perde con chiunque.

Dalla classifica passiamo al mercato, visto che domani chiude. Ma per noi, in realtà, è chiuso da cinque anni. Se si eccettuano le spese pazze dell’estate 2015, epoca in cui si pensava di poter “utilizzare” i famosi 480 milioni del mitologico Mr Bee. Se vi ricordate quando si è capito che la strada dei 480 milioni cino-elvetico-thailandesi sarebbe stata più tortuosa del previsto, anche in quell’occasione Fininvest chiuse a doppia mandata la serratura della cassaforte. Prima di, come direbbe l’amico Franco Ordine, “buttare la chiave“. Definitivamente. Qualche tifoso sognatore, nelle scorse settimane diceva: “Ma come, abbiamo una squadra al terzo posto, perchè Fininvest o i “cinesi” a gennaio non fanno un sacrificio per rafforzarla e provarci davvero?”

Poveri illusi, non hanno ancora capito che da ormai qualche anno a Fininvest non interessano minimamente gli obiettivi tecnici della squadra. A Fininvest (che non è come dire “a Silvio Berlusconi”) poco importa se il Milan arriva terzo, quarto o quinto. Per Fininvest il Milan è ormai una mera fonte di debiti. Che dal 2013 in poi, bilanci alla mano, non serve più nemmeno ad avere uno sgravio fiscale per la propria controllante. Da qui la necessità assoluta e impellente di venderlo. Al migliore o, al limite, anche al peggior offerente. Da qui l’assoluta assenza di disponibilità sul mercato, eccettuando, ripeto, la folle estate elvetico-thailandese. Fare mercato senza soldi non è facile, soprattutto per chi era abituato da 25 anni a mungere le vacche più grasse della fattoria. I cartellini nuovi non si possono comprare se non con i soldi dei cartellini venduti. E allora ci si butta su prestiti, diritti di riscatto che poi puntualmente non vengono esercitati, formule strane e fantasiose. Si valorizzano i giovani e si concede qualcosa sugli ingaggi dei parametri zero. Ingaggi alti che poi finiscono dritti dritti nel monte stipendi. Quello aumenta ma va nella voce “costo del lavoro” e Fininvest non deve firmare le fidejussioni per pagare i cartellini. Poi il monte ingaggi rimane un fardello per anni e appesantisce il bilancio diventando a sua volta la maggior fonte di sofferenza per le casse della controllante. E’ il classico cane che si morde la coda. E mentre se la morde si buttano soldi per tante altre amenità, come abbiamo descritto nelle ultime puntate di questa rubrica.

Ora possiamo anche dare a Galliani la colpa di aver buttato via 7 milioni per Sosa (purtroppo non il mio amico “Pampa”), ma ci siamo accorti che un centrocampista discreto che possa fare il titolare in una squadra che punta alla zona Champions di questi tempi te lo fanno pagare almeno 25 milioni? Ci siamo accorti che lui grazie ai rapporti con il “suo amico” Preziosi ha preso Kucka per 3 milioni ed è un nostro titolare inamovibile, mentre a Genova giocava a sprazzi? Ci siamo accorti che ha comprato Niang a 1,7 milioni e lo sta rivendendo a 10 volte tanto? Ci ricordiamo che Suso è costato 400.000 euro? E che quando è arrivato giocava meno dell’attuale Vangioni? Rammentiamo che Paletta è stato preso per 1 milioncino dal Parma sull’orlo del fallimento? Sappiamo che l’altro “amico” Raiola ci ha portato Donnarumma a 14 anni praticamente gratis? Sottolieamo che l'”amico” Conte ci ha affittato quasi gratis Pasalic che sta giocando tutte le partite? Pensiamo che il nostro “uomo-squadra” Bonaventura è arrivato l’ultimo giorno di mercato per 5.5 milioni? Quegli stessi 5 milioni ramazzati dalla cessione del baby fenomeno Cristante contestatissima dai tifosi e dagli “agitatori” professionisti dei gruppi social. Ecco, forse costoro sono peggio degli “endors-men”di SES. Almeno questi ultimi lo fanno per lavoro…

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