De Sciglio, la Juve chiama: cinque mesi per decidere il proprio futuro

De Sciglio, la Juve chiama: cinque mesi per decidere il proprio futuro


De Sciglio piace alla Juventus, non è un mistero. Un corteggiamento che dura dai tempi in cui era Antonio Conte a sedere sulla panchina bianconera. Ora è Max Allegri a volerlo, lui che l’ha lanciato in Serie A in quel famoso derby che nel 2012 assegnò matematicamente lo scudetto alla Signora, condannando i rossoneri al secondo posto, ma che consegnò al campionato italiano una promessa che ancora fatica a consacrarsi. Il tecnico toscano, si sa, apprezza da sempre le qualità, tecniche e umane, del ragazzo e già la scorsa estate ha cercato di convincere la dirigenza a strapparlo al club di via Aldo Rossi. Solo l’eccellente Europeo disputato e la volontà di Montella, che come il collega ama puntare sui giovani, hanno fatto sì che Mattia rimanesse tra le file della rosa milanista.

Ma non più tardi di un giorno fa l’ennesimo tentativo: secondo fonti inglesi gli uomini di mercato juventini avrebbero incontrato l’agente del terzino. L’obiettivo quello di rimpiazzare Evra e Lichsteiner, ormai in partenza. La duttilità tattica e la facilità a cambiare fascia anche in corso di gara hanno fatto ricadere la scelta di Allegri ancora su De Sciglio. Insomma, la Juventus fa sul serio e il Milan, con il mercato in entrata come mai bloccato, sta pensando seriamente ad una cessione di lusso che potrebbe far entrare nelle proprie casse un’importante somma. E questa, sebbene clamorosissima, potrebbe essere una delle soluzioni. Il problema resta il giocatore. Il numero 2 rossonero non ha mai nascosto di essere lusingato da questo corteggiamento e allo stesso tempo, nelle ultime due stagioni concluse ha collezionato molte partite deludenti, mostrando brillantezza ed entusiasmo solo in quelle occasioni in cui è stata chiamato a scendere in campo con la maglia della Nazionale. Che sia un sintomo di insofferenza? Può darsi. La scorsa estate, come anticipato, avrebbe potuto segnare il suo passaggio in bianconero, ma l’incertezza di un posto da titolare, in mezzo ai sopraccitati mostri sacri, e l’insistenza di Montella hanno fatto sì che si trattenesse.

Ma ora le circostanze sono diverse e le pressioni della società milanista, a corto di finanze, questa volta potrebbero arrivare nel senso opposto, spingendolo tra le braccia di Allegri. La palla, fuori dal campo, al giocatore. Il gioiello del vivaio rossonero deve decidere: pillola blu, la possibilità di entrare a far parte di un top team, che da cinque anni domina il campionato italiano e con la prospettiva di farlo anche in Europa; rossa, rimanere nella squadra che l’ha cresciuto e che gli ha permesso di affacciarsi nel calcio che conta, della quale è una delle bandiere e possibile futuro capitano. Una squadra, il Milan, che quest’anno è partita con altre premesse e che, puntando su ragazzi giovani e italiani come lui, ha già conquistato un titolo proprio ai danni della Juventus, il primo in maglia rossonera. Una decisione che però non deve portare a rimpianti e che deve essere poi confermata con i fatti, con le prestazioni e con la convinzione che negli ultime stagioni hanno faticato a intravedersi. A te la scelta, Mattia.

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