Kucka "goleador", con il Napoli (e non solo) la solita differenza positiva

Kucka “goleador”, con il Napoli (e non solo) la solita differenza positiva

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La sconfitta contro il Napoli è da archiviare il prima possibile ma negli occhi e nella mente dei rossoneri è rimasta un’immagine bella ma incompleta. 90 minuti di cuore e di battaglia che non hanno però portato al meritato pareggio. E il simbolo di questa voglia di non mollare mai, di non cedere sotto i pesantissimi schiaffi di Insigne e Callejon, è Juraj Kucka, carrarmato del centrocampo rossonero.

Contro la banda di Sarri è stato il migliore per intensità, dinamismo e voglia di superare un avversario più forte e organizzato. Con una giocata non scontata ha dato l’illusione del recupero, un gol solo all’apparenza banale e semplice, ma invece frutto di intelligenza, furbizia e classe. Il tocco di prima ad anticipare l’uscita di Reina dimostra un grande sangue freddo e una lucidità nei momenti cruciali che il ragazzo ha acquisito in questo anno e mezzo di Milan. L’ex locomotiva genoana contro il Napoli ha poi messo in mostra giocate di qualità che spesso vengono nascoste dalla sua potenza e dalla sua fisicità ma che fanno parte del suo repertorio. Non solo quantità ma anche giocate e gol pesanti. In Coppa Italia aveva dato il via alla rimonta sul Toro, mentre in campionato aveva già segnato a Verona, in una complicatissima trasferta. Insostituibile per Mihajlovic, fondamentale per Montella che in rosa non ha un elemento uguale. Per seguire le idee tecniche e tattiche dell’aeroplanino che vuole sempre avere il pallino del gioco e sfiancare l’avversario con il possesso palla, un giocatore capace di dare strappi decisivi alle gare come Kuco è imprescindibile.

Il Milan ne ha accusato le assenze contro il Cagliari e soprattutto contro il Torino, quando lo slovacco è entrato solo nel finale. Una scelta azzardata che è costata caro in parte. La squadra non è ancora pronta per sostenere un centrocampo composto solamente da fosforo e da pochi muscoli, ha bisogno del tuttofare con il 33 sulle spalle. E pensare che nell’agosto del 2015 quando arrivò a 3 milioni in un’anonima sera estiva, molti storsero il naso per l’ennesimo arrivo della scuderia Preziosi. Mai giudicare un giocatore prima di vederlo all’opera, specie uno come Juraj, tutto cuore, corsa e giocate da vero leader.

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