M'bye-bye Niang, arriva il congedo di Montella

M’bye-bye Niang, arriva il congedo di Montella

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Inviato a Milanello

Era nell’aria, ma nessuno poteva immaginare arrivasse in maniera così diretta. Montella, nella conferenza stampa di vigilia di Juventus-Milan, si sbilancia per la prima volta sul mercato, salutando in maniera inequivocabile M’baye Niang, lasciando sbigottiti per qualche secondo tutti i colleghi presenti in sala conferenze. Il sole avrà scaldato l’animo del tecnico campano, solitamente quieto e guardingo sulle proprie posizioni; oggi no, aprendosi alle domande incalzanti sulla tematica del giorno. Per la prima volta, il Milan, in maniera ufficiale e nella persona del proprio tecnico, non fa retromarcia o non difende un proprio atleta dalle mareggiate del mercato, anzi.

Non era nei radar ed in pochi avrebbero potuto aspettarselo, ma con disarmante serenità l’allenatore campano ha aperto la propria chiacchierata, con Milan TV e in conferenza, ribadendo lo stesso concetto: “La società ed il ragazzo valutano altre possibilità, io non lo convoco così potrà decidere al meglio il suo futuro”. Nessun rimorso, nessun tentennamento, Vincenzo è risoluto nel chiarire il concetto: “Non si è perso. Ha avuto alti e bassi, ma molto tranquillamente vedremo come finisce questa storia. Sono ore decisive, e non lo convoco apposta. Anzi se sapete qualcosa prima di noi fatecelo sapere”.

Passano i minuti, si moltiplicano le domande e la tematica si fa sempre più scottante, fino ad arrivare al punto di rottura: “Ha avuto un buon inizio. Eravamo felicissimi del suo rendimento, non solo dal punto di vista delle prestazioni. Poi purtroppo si è fermato. E’ arrivato ad un certo punto e si è fermato. Il perche faccio finta di non saperlo o non lo voglio dire. Non mi è piaciuto l’approccio che ha avuto contro il Torino. Se rimarrà qua continueremo a provarci, altrimenti gli auguro di ritrovarsi altrove”. Tradotto in altre parole: non è solo il campo ed il lavoro quotidiano ad inficiare nelle prestazioni del ragazzo, e per me è il momento dei saluti. La flessione è grave, le ultime partite sono efficaci cartine di tornasole per evidenziare un momento di crisi nera. Tunnel dal quale M’Baye fatica ad uscire, sopratutto a Milano, città con caratteristiche uniche nel panorama italiano. Soprattutto per un “ragazzo fragile”, come lo dipinge Montella…

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