Una serie di sfortunati eventi, per gli altri. Vangioni da esubero a "blindato"

Una serie di sfortunati eventi, per gli altri. Vangioni da esubero a “blindato”

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Non ha smesso di stupirci, e mai lo farà. Parliamo della divinità che, dall’alto, muove le fila ed orchestra tutti gli avvenimenti dell’enorme mondo del pallone. Si diverte questa entità superiore, sopratutto quando una cosa pare scontata ed abbastanza inevitabile; ed invece no, mettere lo zampino lo solletica, regalandoci storie indubbiamente particolari. Racconti come quelli di Leonel Vangioni, profilo considerato assolutamente fuori da ogni rotazione ed ora, tutto d’un tratto, ritenuto “da blindare“.

Arrivato in silenzio, e a costo zero, dal River Plate, l’argentino si affacciava alla sua prima avventura europea, scegliendo il glorioso club del Milan. Preso dalla gestione precedente, al fine di inserire un altro esterno alto alle alternative a disposizione, il ragazzo albiceleste si è ritrovato catapultato a Milanello, con un allenatore nuovo ed un ruolo fatto raramente in carriera. Ma non solo, con il Diavolo forgiato sul 4-3-3, per el Piri si chiudevano le porte della propria posizione prediletta, dovendosi giocoforza adattare a fare il terzino. Con una concorrenza folta e spietata. Per il solo settore mancino, il classe ’87 si è ritrovato a duellare per una maglia con due giocatori della Nazionale italiana, non roba da niente. Schiacciato dalle presenze di De Sciglio ed Antonelli prima, ed di un adattato Calabria poi, Vangioni già pensava ad un’altra avventura, una nuova piazza dove potersi rilanciare, magari tornando l’atleta capace di vincere la Coppa Libertadores con il suo amato River.

Ma così non sarà. Gennaio, a livello calcistico, è capace di regalare storie uniche per personaggi, ambienti e casualità. Questa certamente appartiene alla cerchia. Da esubero a risorsa, la strana scalata invernale di Leonel Vangioni. Non tanto per meriti sportivi, per una serie incredibile di sfortunati eventi. Prima la lunga degenza di Calabria, attualmente ancora ai box, poi l’entrata killer di De Paul con conseguente infortunio di Mattia De Sciglio, Leonel si riscopre al centro del progetto, o quasi. Il Milan interrompe ogni possibile trattativa in uscita, e su richiesta di Montella, lo blinda, risultando essere l’unica alternativa ad Antonelli per la fascia sinistra. L’esordio contro il Torino seguito a stretto giro di posta dai minuti contro l’Udinese, scavalcando il ben più quotato numero 31 contro i friulani. Una strana storia invernale, tra infortuni e trattative.

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