Da jolly a desaparecido, ora Bertolacci è un panchinaro

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Ha giocato 3 partite consecutive importanti, ha risposto in crescendo e ha grande fisicità nonostante non sia molto alto. Tatticamente è disciplinato e duttile, è assolutamente ritrovato ed è un jolly a centrocampo perché può giocare ovunque. Anche se non ha caratteristiche molto simili a Locatelli“. 7 gennaio 2017, conferenza stampa, Vincenzo Montella presenta così Andrea Bertolacci, finalmente recuperato e pienamente integrato in gruppo. Quante partite da titolare avrà giocato da allora? Potrebbe chiedersi il tifoso rossonero. Date le premesse, verrebbe da pensare ad un ritrovato punto fermo della mediana, ma il campo dice ben altro.

Andrea si è trasformato in un simile jolly che, dal mazzo, non esce mai. Nelle ultime 7 sfide rossonere, l’ex Genoa ha sommato 195′, sparendo dai radar nelle ultime due. Da alternativa a Locatelli, apprezzato ed applaudito in finale di Supercoppa contro la Juventus a Doha, non è mai più stato riproposto con una certa convinzione, venendo surclassato da José Sosa davanti alla difesa. Niente spazio per Bertolacci? Bene, non più regista ma mezzala. Anche qui però il minutaggio latita. Nella linea a 3 disegnata dal tecnico campano, detto del perno centrale, un posto va assegnato a Kucka, mentre per l’ultima maglia c’è ballottaggio. Ma attenzioni alle decisioni recenti.

Solitamente, la visione calcistica del mister lo porta a schierare Pasalic, riscoperto dopo il nulla assoluto dei primi mesi. La fisicità del croato, mista alla capacità negli inserimenti ed il tempismo sui tap-in, lo rendono prima scelta come mezzala di sinistra. Dovendo fare a meno di un asso come Giacomo Bonaventura, l’ex Fiorentina in panchina ha dovuto attingere nuove forze da risorse inesplorate. Ecco dunque le due partite consecutive giocate da Andrea Poli, finito nel dimenticatoio da oltre due mesi. Ma le sorprese non finiscono qui. Parlando di giocatori “messi in naftalina“, contro la Lazio ecco rispolverare Mati Fernández, arrivato così a 93′ complessivi giocati in stagione (suddivisi in 5 presenze). In tutto questo, Andrea non gioca ne regista né mezzala, sprofondando di fatto in tutte le gerarchie. Dovesse essere scelto contro la Fiorentina, ritroverebbe il campo dopo due panchine che fanno un frastuono sordo, ben ovattato dalle mura di Milanello. Nel momento decisivo della stagione rossonera, il numero 91 rimane anonimo. Il secondo flop consecutivo sarebbe un fatto grave per tutti, anche a livello economico.

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