Una partita del Diavolo: Sassuolo-Milan è l’elogio della follia. Montella avvisato

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Nel weekend degli Oscar, candidature per “partita più pazza del mondo”. Un Barbados-Grenada in cui, per colpa di un regolamento assurdo, Barbados si fece volutamente autogol e Grenada passò alcuni minuti tentando di segnare in una delle due porta, non importava quale. Arsenal-Reading 5-7 del 2012, con il Reading che al 45′ vinceva 4-0. E poi Sassuolo-Milan. Il Milan ha giocato tre volte in trasferta contro il Sassuolo in A e per tre volte ha perso. Già questo è irreale. Poi le modalità: tra poker, esordi, rimonte, errori, è successo di tutto. A San Siro e sopratutto a Reggio Emilia. Nella follia, qualche certezza. Esordisce così l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, alla vigilia di Sassuolo-Milan.

Ma nella follia complessiva di questo incontro, qualche certezza la si trova comunque. Come i gol. I padroni di casa hanno sempre trafitto il Diavolo, e quasi sempre è stata goleada. A ottobre 4-3 per i rossoneri. Nello scorso campionato, 2-1 a Milano e pronto riscatto neroverde al Mapei Stadium, 2-0. Nel 14/15, doppio successo per gli emiliani: 3-2 in casa e 2-1 raccolto a sorpresa a San Siro. Inutile ricordare la stagione 13/14, con ancora il 4-3 siglato Berardi ad annebbiare i ricordi di Allegri ed il 2-1 strappato da Seedorf ad annata conclusa. Ogni partita, ogni gara, ogni incontro è una storia diversa. Che si diverte anche a cambiare all’interno degli stessi 90′. Mister Montella conosce perfettamente gli avversari di giornata, ed anche se non si professa scaramantico un’occhiata ai precedenti l’avrà data: Allegri esonerato per mano del Sassuolo, Inzaghi messo in crisi dalla girata volante di Zaza, Mihajlovic chiuso fuori dalle porte dell’Europa. E fortuna che Squinzi è milanista penserà qualcuno…

Una sfida quella di domenica alle 15 che storicamente sorprende, in un senso o nell’altro. Il record di precocità di Berardi (il più giovane di sempre dopo Piola a segnare un poker in A), la scoperta al grande pubblico di ragazzini come Duncan, Donnarumma o Locatelli. Giovani e non solo. Un Diavolo che si addormenta con due reti di vantaggio nel 2014. L’anno successivo gol di Alex, gol-non gol e rossoneri in 9. Ma San Siro, per non sminuire alle stranezze del Mapei, replica con la rete decisiva di Luiz Adriano, un’ovazione per Cerci qualche mese prima (trattato leggermente peggio solo qualche tempo dopo) e una contestazione della Curva Sud verso tutti, dai giocatori fino a Berlusconi. Se il calcio non ha finito la fantasia, domani pomeriggio si rigioca. Buon divertimento a tutti. 

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