Milan, il tuo inverno è già primavera

Milan, il tuo inverno è già primavera


Federica Barbi è laureata in Lettere Moderne e Giornalista Pubblicista dal 2012. Collabora con SpazioMilan.it quasi dalla sua nascita, esattamente dall’aprile del 2012. Segue il Milan dalla lontana Torre Annunziata, in provincia di Napoli, ma quando può corre a rifugiarsi a San Siro, per seguire da vicino le vicende rossonere. Attualmente collabora anche con Vesuvio Live e Betclic. 

“Nel bel mezzo dell’inverno ho capito che vi era in me un’invincibile estate”. Camus lo scriveva, il Milan lo sta scoprendo. L’inverno rossonero è stato breve e rapido, e in fondo nemmeno tanto freddo. Non scordiamoci mai della Supercoppa di Doha, in saccoccia e in bacheca prima di Natale, vinta contro la squadra che ormai da anni monopolizza la Serie A. Dicembre, in questo senso, è stato caldissimo, altroché.

Si può dire che il solstizio invernale rossonero sia iniziato insieme al nuovo anno, trovando nel mese di gennaio il suo picco più gelido: 6 partite disputate, 2 gol subiti a partita (tranne in Milan-Cagliari 1-0), un bilancio di 2 sole vittorie (di cui una in Coppa Italia), 1 pareggio e 3 sconfitte. Un capitombolo improvviso che ha allarmato tifosi e anche addetti ai lavori. Si parlava allora di fuoco di paglia, di illusioni, di errori di valutazione, di ottimismo affrettato. Insomma, i buoni propositi e le speranze di poche settimane prima precipitavano senza trovare alcun materasso ad attenderli per farli rimbalzare.

Ma la primavera era dietro l’angolo, e pure in anticipo! Dopo la sconfitta di inizio febbraio con la Sampdoria, infatti, il Milan ha fatto mea culpa e scoperchiato una pentola a pressione piena di paure ed ansie, analizzando queste ultime, coinvolgendo ogni livello della società. Riunioni, analisi, confronti e un unico, comune punto di vista: le frenate sono fisiologiche ma si può ripartire.

E il motore si è riacceso a Bologna, nel recupero della gara rinviata per la Supercoppa. Un filo conduttore che ha riunito il vecchio Milan al nuovo, e in mezzo un mese brutto ma che ha tagliato i suoi strascichi. Con il Bologna, dicevo, è venuto fuori il Milan targato Montella: combattivo, a tratti incoerente, ma unito come non si vedeva da anni. Con gli emiliani 3 punti di prepotenza, conquistati con 9 uomini in campo.

Nelle ultime 6 partite di campionato, il Milan ha incassato solo 4 reti (3 su rigore contro Sampdoria, Lazio e Chievo) e una contro la Fiorentina. La difesa, uno dei punti di forza di inizio stagione, sta quindi tornando solida. Ma a riportare i rossoneri sulla retta via sono stati anche i cambiamenti apportati da Montella alla squadra, i turnover strategici e non punitivi che hanno permesso ai vari Sosa, Pasalic e Locatelli su tutti, di riposare prima ed esprimersi al meglio poi (e viceversa).

Tutto questo vale ancora di più se si pensa che il Milan è orfano di Bonaventura, leader e trascinatore, il cui grave infortunio aveva montato un pessimismo cosmico.

Ora che il binario è di nuovo quello giusto ma che alla prossima stazione c’è lo Juventus Stadium, occhio a non farci condizionare troppo. Non bisogna pesarsi in questo tipo di gare ma piuttosto misurarsi con se stessi partita dopo partita, perché in una stagione di transizione, ma finalmente positiva come questa, gli unici limiti da superare sono i nostri.

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