Paletta e la sua banda, i rossoneri sono troppo “rossi”: i cartellini abbondano. E adesso è un problema

I problemi di questo Milan sono parecchi. Dal livello tecnico alla tenuta fisica, sino alla costanza psicologica. Ad alimentare una situazione generalmente tutt’altro che brillante – negli ultimi tempi letteralmente critica -, sussiste poi un’ulteriore questione: quella relativa ai cartellini. Spesso gialli si, ma il più delle volte rossi.

Con l’espulsione di Paletta contro la Roma, il numero di espulsioni è salito ad undici: meglio del Milan (almeno in questo) non ha fatto nessuno. Tre rossi diretti e otto doppie ammonizioni. Degno di nota, comunque, il considerevole contributo del suddetto Paletta, “killer” simbolo del Milan “cattivo” di Montella: quattro espulsioni (equamente suddivise fra dirette e derivanti da doppia sanzione).

Ma il fatto, evidentemente, non riguarda solo l’argentino. Quindi esiste un problema. E, in quanto tale, necessita di una soluzione. In particolar modo in questo momento dell’anno, con innumeri acciaccati e un calo di condizione inevitabile.

Il nocciolo della questione può anzitutto legarsi all’età media dei rossoneri, chiaramente molto bassa nel contesto della Serie A. Ciò si manifesta in una generale inesperienza, intesa in quanto scarsa capacità di lettura delle situazioni. Scaturita, appunto, prima dalle date di nascita dei ragazzi di Montella, poi dalla carenza palese di giocatori con esperienze importanti alle spalle.

Ma non basta: il problema sussiste a livello tecnico, tattico e psicologico. Tecnico, perché infondo il fallo è (quasi) sempre un intervento mal riuscito o totalmente fallito. Tattico, poiché spesso spendere un cartellino compensa un difetto di posizionamento ed equilibri dell’intero undici. Infine psicologico: Paletta e Kucka (per esempio, ma non solo) sono prototipi del calciatore tutto muscoli e irruenza, ultimamente di moda al Milan. Giocatori fisicamente e psicologicamente votati all’intervento che alle volte risulta inutile, se non addirittura sciagurato. E il Milan, oggi, non può permetterselo. Perché, forse, per tornare a fare i rossoneri (quelli veri) andrebbe tolto un po’ di rosso.

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