SM/ Fassone agli sponsor: il discorso completo

SM/ Fassone agli sponsor: il discorso completo


Dal nostro inviato al Forte Village, Michael Cuomo.

Presente al Workshop AC Milan del Forte Village di Santa Margherita di Pula, in Sardegna, l’ad rossonero, Marco Fassone, ha tenuto un discorso agli sponsor durante la conferenza stampa di ieri mattina. Di seguito la versione integrale.

Ho visto il video dell’annata della squadra (con i momenti belli e meno belli, ndr) e alcune immagini mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Perchè il concetto di squadra, che domina in queste giornate, si vedeva molto bene: le immagini sono state scelte non a caso, perchè una delle cose più belle che abbiamo visto quest’anno, una delle caratteristiche più importanti del Milan, è stata la capacità di non morire mai.

Io credo che Montella abbia saputo trasferire alla squadra questo modo di portare a termine le partite indomito: la partita col Bologna è stata l’apice di questo, ma quante volte siamo andati sotto e quante volte siamo riusciti a recuperare quando nessuno se lo aspettava. In più in inferiorità numerica, condizioni svantaggiate. Quante volte le abbiamo ribaltate le partite. Una stagione complicata, di transizione, difficilissima da gestire. Dimostrare che questa mentalità c’è ed è già parte di noi, questo saper lottare tutti insieme nel momento che c’è l’infortunato, quello coi crampi… arrivare in fondo e portare a casa il risultato. Questo deve essere il viatico anche per coloro che, insieme a me, si occupano dell’altra parte di Società che è quella portata a trovare risultati non sportivi, ma economici, di marketing, di gradimento e vicinanza dei tifosi. Un primo passaggio, quello calcistico, è già stato ottenuto: una bella piattaforma sulla quale costruire il Milan che verrà. Per questo il merito va dato al nostro allenatore.

Oggi siamo qui insieme, collaboratori del Milan, dirigenti della Società, partner, sponsor, i media che ci stanno ascoltando. Siamo una squadra: lavoriamo insieme per raggiungere obiettivi comuni, in parte nostri e in parte vostri. Sponsor o partner vuol dire camminare fianco a fianco, nel comprendere reciproche difficoltà e obiettivi, aiutarci a raggiungerli e sostenerli nel momento in cui siamo in difficoltà noi e voi. Questo spirito non ci mancherà in campo e fuori.

Oggi ci concentriamo sul futuro e vi raccontiamo il Milan che verrà, con esempi concreti. Parlarvi della strada che vogliamo fare e perchè vogliamo farla insieme. Sono fiducioso che col Milan possiamo fare un passaggio importante: lo ero prima quando ero, per 6/7 mesi, advisor, studiando, analizzando, guardando dall’esterno senza mai interferire con la gestione della società. E lo sono molto di più da quando sono arrivato a metà aprile e ho conosciuto le persone, le strutture, toccando con mano chi lavora in questo Club. Spero di darvi fiducia e voglia: il Milan è un grande club, con una potenzialità enorme, che ha vinto tutto e che ha vocazione internazionale. Con all’interno un DNA di arrivare in alto e pensare in grande, anche negli ultimi anni meno brillanti. Gli scenari che ci aspettano sono positivi. Per diventare grandi il prima possibile è importante il prodotto calcistico che va in campo: su questo stiamo lavorando noi e il mister, il ds Mirabelli che non è qui per portare avanti il suo lavoro. Seconda cosa: una società di calcio è impegnata nel riuscire a mettere a punto il discorso economico e direttamente essere competitiva con Club che oggi hanno ricavi il doppio dei nostri e con cui facciamo fatica a competere. Negli ultimi anni abbiamo perso in Italia, la Juventus ha raddoppiato il nostro fatturato e non abbiamo tempo da perdere. Per prenderla il prima possibile non dobbiamo solo guardare il tema legato ai diritti per la quale la Lega Serie A ha fatto un gran lavoro con il bando di pochi giorni fa, ma anche alla popolarità del nostro calcio all’estero. Lì abbiamo un margine importante. Valorizzare la Serie A, che era il campionato più guardato, soprattutto in Cina; è lì stiamo andando a guardare. L’idea, e lo vedrete, è quella di importare nuovamente campioni che generano attenzione, mentre la qualità e la competitività del campionato già quest’anno è stata diversa: siamo arrivati alla fine con partite ancora di alto interesse. E valorizzare gli stadi: mi chiedono tutti cosa vogliamo fare e io non posso negare che un proprietario internazionale per prima cosa chiede lo stadio. Abituati a quello che succede altrove, arrivano in Italia e vedono uno stadio meraviglioso come San Siro che all’interno non si è modernizzato. Mancano quelle cose che vediamo ovunque, la casa del Club. Il ragionamento e i piani per quella che potrebbe essere la casa del Milan ci sono, ci vuole tempo, non è una cosa immediata che troveremo domattina ma nel frattempo possiamo lavorare su San Siro che è un gioiello, un’icona, che può aiutarci. La prima cosa è quella di riempirlo. Vogliamo far vivere un sogno ai nostri tifosi, fare in modo che le nostre partite si giochino in orari compatibili in cui la gente può affluire e non sempre la sera, con le scuole e il lavoro il giorno dopo, e per questo stiamo già parlando con la Lega perchè è un tema che non riguarda solo noi. Ma soprattutto dobbiamo fargli battere il cuore, fare in modo che ci sia dentro di loro la speranza che il Milan possa nuovamente essere competitivo.

Il terzo aspetto riguarda voi sponsor: insieme abbiamo l’opportunità di costruire un lavoro, una storia che coinvolge dall’interno i mercati nuovi, come quello cinese. Quando sono stato chiamato dai signori cinesi che oggi sono azionisti del Milan, e quando mi hanno spiegato la loro visione e il perchè fare questo investimento così importante, avevo anche io un briciolo di scetticismo. Nessuno è ancora riuscito a sfruttare quei mercati per crearsi un vantaggio, e noi che siamo nel calcio lo sappiamo. Quindi li ho ascoltati, ho imparato e ho metabolizzato. L’acquisto del Milan da parte di Yonghong Li è l’acquisto più importante che sia stato fatto da una proprietà sportiva appena dopo il Manchester United. E’ un’operazione che complessivamente supera il miliardo di Euro. Vuol dire che c’è nel loro immaginario che il Milan possa, non solo avere questo valore, ma addirittura maggiore di questo in tempi ragionevoli. Quando i Presidenti per vincere hanno sempre speso, come il Milan che con le spese che ha sostenuto Berlusconi con passione è riuscito a dominare l’Europa per 27 anni. Perchè pensano questo? Sono convinti che una proprietà locale in un mercato importante come quello cinese può fare il salto culturale che noi europei facciamo fatica a fare. Ho vissuto quattro Società prima di questa, e la logica è: ‘Andiamo là, mettiamo i nostri uffici là e cerchiamo di vendere qualcosa ai cinesi che sono tantissimi’. Abbiamo provato con la nostra modalità di fare business, ma non funziona con loro. Sono abituati diversamente, vogliono lavorare con noi. Alcuni progetti che hanno mi lasciano stordito, per la velocità di pensiero. Questa parte qui di Milan, innovativa, che può essere anche spaventosa, ci permetterà in tempi rapidi di migliorare. Sono ragazzi, giovani, che a me fanno sentire vecchio, di una generazione diversa: hanno velocità, passione che trasmettono con modalità diverse dalle nostre. Questa parte non si sviluppa con uno schiocco di dita: la proprietà per sostenere la nostra crescita ha deciso di aumentare la parte di investimenti ancora prima che si inneschi il ciclo virtuoso del Milan. Per questo abbiamo la possibilità di costruire una squadra competitiva sul campo: non so se vinceremo, ma saremo competitivi perchè la mentalità c’è già e l’aggiunta di tasselli importanti farà crescere il livello qualitativo. Non ci sono ancora i ricavi, però: ecco la mentalità loro opposta alla nostra che prima di investire vogliamo ricavare.

Questo mi rende fiducioso sul futuro della Società, che è una sorpesa, un’incognita ma che rende la nostra vita affascinante. Ho trascorso in Cina un po’ di tempo nel periodo pre closing e ne trascorrerò parecchio in futuro. E’ affascinante perchè giorno dopo giorno, percorrendo le loro distanze sempre in aereo, ti rendi conto che all’interno dello stesso paese convivono culture radicalmente opposte. Hai a che fare con mondi differenti tra Est o Ovest. Città che neanche conosciamo hanno più di 30 milioni di abitanti.

Il Milan è, in Cina, il secondo club per numero di tifosi dopo il Real Madrid. Loro girano per la città con maglie e bandiere, hanno in testa il Milan degli olandesi. Hanno un amore che va rimesso in pista. Siamo il Milan! Questo progetto di crescita e sviluppo calcistico ed economico del Club è volto a riportare in alto il Milan. Voi avete attraversato tutti i momenti del Milan e sono a mio agio perchè so che considerate il Milan come il vero padre su cui investire. E spero vi conforti il futuro che ci attende: un futuro che, lavorando insieme con Voi e le vostre aziende e per la nostra Società, possa portarci risultati.

Vi assicuro che ‘essere un Team’ non è solo uno slogan, ma la filosofia con la quale giorno per giorno cercheremo di stare al Vostro fianco“.

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