Nel gioco delle parti, chi pensa realmente a Gigio?

Donnarumma SpazioMilan derby
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Christian Pradelli è giornalista professionista e direttore di SpazioMilan.it dalla sua fondazione, l’8 marzo 2011. Dirige parallelamente il free-press pomeridiano Mi-Tomorrow. Collabora con La Gazzetta dello Sport. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” su Radio Reporter ed è opinionista per Milan Tv. È la voce ufficiale del Milan per TopCalcio24, canale del gruppo Mediapason (canale 62 del DTT).

E siamo ancora qui, tra l’entusiasmo dei tifosi che vedono nella nuova società un baluardo importante di rinascita – tra mercato e dichiarazioni non più centellinate – e il caso più spinoso, il più atteso e prevedibile, ma anche quello con il finale meno scritto di tutti. Non dev’essere stata una settimana facile, quella appena conclusa, per un ragazzo come Donnarumma che di certo ha che nella sua vita non farà mai la fame, ma che resta pur sempre un neo maggiorenne sotto l’occhio del ciclone, della critica più feroce, quella che nemmeno il plenipotenziario procuratore può riuscire a spegnere. Anzi, semmai la fomenta senza esclusione di colpi.

Non possono certo bastare conferenze stampa a Montecarlo, parole più o meno pacate nei confronti di Fassone e Mirabelli, sebbene Raiola non lesini espressioni come “clima ostile”, “forzature” e “minacce”. È qui ci viene in aiuto anche il comunicato di ieri della Curva Sud, che non può non essere condiviso in alcuni suoi punti: “Ci appare strano sentire parlare di clima ostile per un ragazzo che è il primo giocatore del Milan, dopo anni, a ricevere un coro personalizzato dai tifosi e tanto amore da parte di ogni singolo tifoso del Milan. Ci appare strano apprendere da Raiola che non si è discusso di ingaggi o tempistiche del contratto. Forse perché nel famoso gioco de “il compenso che spetterebbe al Milan sarà mio” alcuni aspetti elementari non hanno valore”.

Già, che cos’ha valore? O che cosa ha più valore? Forse il mancato accordo sulla clausola rescissoria, che nelle idee di Raiola doveva essere bassa per avvantaggiare prossime trattative di mercato. O magari, alla distanza, avrà ancora più valore la schiena dritta del management rossonero nei confronti di un procuratore abituato a comandare il gioco con pochi compromessi. Eppure basta vedere, rivedere, pensare a quei dollari lanciati dietro la porta di Donnarumma nella gara d’esordio dell’Europeo Under 21, ma anche agli striscioni con scritto “Dollarumma”. Che valore può ancora avere, oggi, lo stato d’animo di un diciottenne?