Calhanoglu, problemi da mezz’ala: nella danza dei moduli il turco rischia di perdere il posto

Ca là no: il numero 10 ex Leverkusen, per il momento, non può giocare in mezzo al campo come mezzala. A confermare lo scetticismo iniziale circa la posizione che Vincenzo Montella stava affidando al turco nelle prime uscite stagionali del Milan è arrivata la gara contro il Cagliari di domenica sera, la prima a San Siro per i rossoneri. Calhanoglu infatti nel corso della scorsa stagione ha dovuto scontare una squalifica di ben 4 mesi inflittagli dalla Fifa che lo ha costretto a terminare la sua stagione anzitempo, precisamente a febbraio. Di conseguenza nonostante sia sempre stato in salute, quindi abile ad allenarsi, è lontano dal rettangolo di gioco da molto tempo e, a quanto pare, anche dal ritmo partita. Ma non solo: il centrocampista di Mannheim è da sempre giocatore anarchico e difficile da scolarizzare tatticamente.

Dunque ora non può essere uno dei tre mediani del 4-3-3 di Montella. Ma il problema persisterebbe anche qualora l’Areoplanino applicasse il tanto invocato 3-5-2, modulo che secondo i teorici esalterebbe le caratteristiche tecniche di Bonucci, ma soprattutto le doti offensive di Ricardo Rodriguez e Conti, due esterni sicuramente meno propensi alla copertura. E Calha? In un sistema di gioco simile, il discorso circa la mediana sarebbe invariato mentre i candidati ad occupare le due caselle in attacco al momento sarebbero sicuramente altri: per definizione, un attaccante dinamico come André Silva ad affiancare quello, per così dire, da aria di rigore quali Cutrone o Kalinic. In questo modo rimarrebbero esclusi Suso (addirittura) e, appunto, il turco.

Nonostante ci sia chi lo vedrebbe bene anche come esterno nel tridente offensivo al posto di Borini, la soluzione tattica più consona al numero 10 rossonero sarebbe l’ormai desueto e poco applicato centrocampo a rombo il quale, predisponendolo dietro le due punte nel ruolo di trequartista fantasista, esalterebbe i suoi piedi fatati e le capacità di rifinitura. Ma questa, per il momento, sembra essere un’ipotesi poco probabile. Non rimane dunque che aspettare che i minuti nelle gambe e l’esperienza nel campionato italiano possano trasformare, o quantomeno adattarlo, Calhanoglu in una mezzala o addirittura in un esterno atipico e di grande qualità.

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