La maledizione di Bela Guttmann: si torna a Vienna, città del suo buen retiro

La maledizione di Bela Guttmann: si torna a Vienna, città del suo buen retiro

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Walfischgasse, zona dei musei di Vienna (il Museo naturale, il Museo di Karlsplatz, il Leopold Museum), non lontana dalla Hofburg, la residenza invernale della Principessa Sissi: è questa la strada nella quale ha chiuso gli occhi per sempre Bela Guttmann. Prima di decidere se il tecnico ebreo-ungherese, che è stato quello che i nazisti non hanno permesso di essere ad Arpad Weisz, sia stato più importante per aver regalato al Milan un certo Cesare Maldini oppure 2 finali di coppa dei Campioni, è il caso di mettersi sull’attenti.

La storia di Bela Guttmann affonda nelle radici della grande alba del calcio europeo e attraversa la mitologia di molte squadre e di grandi eventi. Vienna, città nella quale il Milan esordisce in Europa League, è l’ombelico del mondo di un allenatore storico.

BELA GUTTMANN E CESARE MALDINI
Nel 1950-51 il tecnico nato a Budapest nel 1899 pochi mesi prima della nascita del Milan, è l’allenatore della Triestina. Nota nelle giovanili un certo Cesare Maldini. Poi il 21 febbraio 1954, Bela Guttmann allenatore del Milan vince 6-0 al Comunale di Valmaura proprio contro la Triestina. Cesare Maldini gioca titolare, perde male, ma a fine partita Bela dichiara:

Questo ragazzo è da Milan e nel Milan giocherà“.

Alto, bello, stile purissimo, Cesare era “il” giocatore di Bela. Si può pensare che il rispetto per Trieste di Mister Guttmann e il suo feeling con Cesare Maldini siano stati una sorta di protezione per il Milan dalla sua “maledizione”. Quale maledizione?

BELA GUTTMANN: TUTTO INIZIA NEL 1962
Il 2 maggio 1962, all’Olympisch Stadion di Amsterdam, il Benfica allenato da Bela Guttmann batte in finale di Coppa dei Campioni 5-3 il grande Real Madrid di Puskas e Di Stefano. Una grande e storica impresa. Il trionfo lo indusse a chiedere il pagamento di un premio, ma la dirigenza di Lisbona glielo negò affermando che nel contratto non fosse presente una clausola contenente tale onere economico per il Club. Come conseguenza, Guttmann lanciò una maledizione:

Non vincerete più una Coppa europea per 100 anni“.

Da quel momento il Benfica perse tutte le finali di Coppa dei Campioni disputate, cinque, di cui due contro il Milan, e le Finali di Coppa Uefa/Europa League contro Anderlecht (1983), Chelsea (2013) e Siviglia (2014).

GLI “EFFETTI” SUL MILAN
Nel 1990, in occasione della finale di Coppa dei Campioni che si giocava a Vienna, Eusébiopregò al cimitero viennese sulla tomba del suo ex allenatore, Bela Guttmann. Ma senza successo: 1-0 a favore dei rossoneri, gol di Rijkaard. Il Milan fu il primo Club nella storia, nel maggio 1963 a Wembley, a giocare una finale europea con il Benfica dopo la “maledizione”: 2-1 con doppietta di Altafini. L’altra finale giocata al Prater di Vienna, nel 1995, il Milan avversario non del Benfica ma dell’Ajax la perse e anche sfortunatamente… Un omaggio di Bela ad Amsterdam, la città della sua storica vittoria del 1962?

L’ultimo suo incarico fu la direzione tecnica proprio dell’Austria Vienna, prima di chiudere gli occhi per sempre nel 1981 a 82 anni, solo due in meno del “suo” Cesare Maldini.

fonte: acmilan.com

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