Milan-Roma, Di Francesco: "Domani a Milano per vincere. Montella? Non un amico ma un fratello"

Milan-Roma, Di Francesco: “Domani a Milano per vincere. Montella? Non un amico ma un fratello”

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“Se vinciamo lunedì troviamo sui giornali il titolo ‘La Roma c’è’. Ed è quello che vogliamo”. Eusebio Di Francesco, alla vigilia della partita contro il Milan a San Siro, ribadisce quanto detto da Kostas Manolas un paio di giorni fa: “Quello che ha spiegato è giusto: vincere darebbe un segnale e noi lavoriamo per salire su quel carro lì. Senza presunzione, ma con convinzione e consapevolezza”.

RESPONSABILITÀ — Ecco perché a Di Francesco non dispiace che la Roma, almeno per ora, parta un po’ indietro nei pronostici: “Siamo migliorati molto anche se ci serve più continuità durante la gara. Per il resto, ben venga il fatto di non partire favoriti, ma ci si aspetta tanto da me e dalla Roma e questo non deve toglierci responsabilità”. Nel calcio però sempre più spesso, vedi Ancelotti, c’è poca pazienza: “Qui siamo bravi a fare e disfare in 90’. Anche voi dovreste farvi delle domande, Ancelotti è già stato accostato a cinque o sei panchine e a settembre nel far certe scelte si è un po’ frettolosi. Gli auguro di poter rientrare presto”.

FRATELLO — Tra le panchine a cui è stato accostato c’è quella del Milan: “Auguro a Montella – dice Di Francesco – tanta fortuna a partire da lunedì. Si dice che nel calcio non ci siano amicizie, ma lui non è un amico, è un fratello. Lo è sul serio, dai tempi di Empoli, quando non avevamo i soldi all’inizio per una maglia o un vestito. Abbiamo dormito insieme in camera qui per due anni, era uno scugnizzo ed è rimasto così. Come allenatore è molto bravo, mi piace che anche quando cambia modulo non abbandona la sua filosofia”.

FORMAZIONE — Lui, invece, modulo non lo cambierà: 4-3-3- con pochi dubbi di formazione, con Florenzi in attacco strafavorito su Ünder: “Cengiz però è cresciuto, sarebbe pronto per giocare dall’inizio e parla anche in italiano. Con i giovani lavoro in un certo modo senza caricarli di responsabilità, magari decido stanotte o domani se gioca, comunque può dare una mano anche a partita in corso. Lui parla la lingua del calcio che è universale”. Universale anche Radja Nainggolan, che però non convince il ct del Belgio: “Mi dispiace per il ragazzo e spero che possa dare anche di più alla Roma per convincere il suo allenatore. Ognuno è libero di fare ciò che vuole e non è giusto commentare, ma io Radja me lo tengo stretto”. Detto che Di Francesco ammette che “dovremo fare delle valutazioni sui tanti infortuni”, le battute finali sono per Francesco Totti: “Non ho visto il suo gol a Tblisi, ma tanto andavano a due all’ora (ride, ndr). Francesco però é un vincente in tutto quello che fa, anche quando gioca a carte”.

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