Fassone si racconta: “L’inter come una bella donna, naif e disorganizzata. Milan? O vinco o perdo. Faremo bene”

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Cinque giorni al derby. Un derby tutto da vivere, per milioni di ragioni. Un derby particolare per Marco Fassone, che nel suo passato ha proprio i nerazzurri. L’amministratore delegato del Milan si è raccontato al Guerin Sportivo.

L’INTER: NAIF, COME UNA BELLA DONNA

“L’Inter… è l’Inter, una società che ha sempre avuto bisogno di un uomo forte in panchinada Mancini a Mourinho. Ha un’anima naif, come una bella donna un po’ disorganizzata, come l’ha definita Moratti. Ora ha trovato un uomo forte come Spalletti e sta andando bene”.

BACK TO THE PAST: NAPOLI & JUVE

“La Juve è la società più strutturata e la più aziendale. Ci sono arrivato dall’industria alimentare e soprattutto per questo non è stato traumatico entrarci. Il Napoli è un club padronale perché ha un proprietario che decide e determina, ma è stato abile a calarsi nella realtà e a dotarsi di una struttura molto snella ed efficiente. “Il club bianconero dopo avermi dato la gestione del marketing, mi ha affidato la responsabilità dei ricavi e poi del progetto della costruzione del nuovo stadio, un qualcosa che non era mai fatto da nessuno. De Laurentiis invece è stato il primo ad accordarmi la direzione generale di una società e quella è stata una parentesi formativa molto importante per me che non avevo mai avuto compiti nella parte sportiva. Senza il coraggio che ha avuto lui, adesso non sarei qui e senza dubbio le due stagioni al Napoli sono state fondamentali per arricchire il mio background”.

NUOVA VITA: IL MILAN

“La mia vita professionale insomma è stata una somma di esperienze piuttosto variegate e probabilmente tutto questo è stato fondamentale per il mio arrivo al Milan. I nuovi proprietari cinesi volevano un italiano che avesse un’esperienza trasversale ed eccomi qua. Nelle altre società avevo sempre una ‘rete di protezione’ perché, bene o male, c’erano altre persone che avevano l’ultima parola in un processo decisionale al quale partecipavo, ma che non determinavo fino in fondo. Qui al Milan invece la proprietà demanda tutto al management e quindi il compito di decidere spetta a me. Sono di fronte a una specie di ‘O vinco o perdo’ che però è stimolante. Sono convinto che faremo bene anche perché ho una squadra di collaboratori (oltre a Mirabelli ne fanno parte il team manager Romeo, l’avvocato Francesca Muttini, da anni legale di fiducia di Fassone, il Coo Sorbone, il Coo Giorgetti, la Cfa Valentina Montanari e il direttore della comunicazione Guadagnini) di comprovata esperienza e bravura”.

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