La rivoluzione non paga: Milan, sconfitta su tutti i fronti

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Il mercato faraonico andato in scena quest’estate aveva fatto tornare l’entusiasmo anche ai più scettici. Dopo due mesi però, ambizioni e programmi, rischiano di saltare. Ma si doveva per forza cambiar tutto? 

Sistema di gioco e interpreti: il Milan cinese, sotto l’aula di Fassone e Mirabelli, ha messo in scena una vera e propria rivoluzione. Il risultato, finora, é degno del peggior incubo. La paura é che si sia distrutto tutto quello di buono che si era costruito l’anno scorso. Una squadra, quella di quest’anno, incapace di giocarsela con le big: le grandi partite contro la Juventus della passata stagione sono ormai un lontano ricordo.

La rivoluzione in sede di mercato non paga: Bonucci, Biglia, Kalinic, André Silva, Conti, Calhanoglu, Rodriguez e Kessié: nessuno dei nuovi si è rivelato finora decisivo, anzi. La scelta del doppio attaccante non sta pagando e nel big match contro la Juventus é arrivata la prova. Kalinic-Higuain: l’attaccante “funzionale”, definito così dal suo allenatore contro il campione che ha risolto la partita con due giocate. La giusta pena per chi il top player, spendendo a destra e a sinistra alla fine, non lo ha comprato.

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