Milan, o vinci il derby o addio ad un top player

Dopo la sosta delle Nazionali, finalmente si torna a fare sul serio, anzi, forse è meglio dire che il Milan deve ricominciare a fare sul serio. E non c’è occasione migliore per tornare a farlo, se non proprio nel derby di domenica. Il 219esimo Derby della Madonnina sarà il secondo “Derby cinese” della storia del calcio meneghino. Non mancheranno di certo le motivazioni, d’altronde la posta in gioco è davvero alta. Onore, gloria, rispetto, strapotere cittadino: una partita che va oltre i tre punti, che può addirittura valere una stagione intera. 

Proprio così, perché per i rossoneri di Vincenzo Montella il Derby sarà una sorta di spartiacque, un dentro o fuori che può già scrivere il cammino del Diavolo in campionato. In altre parole, e detto in modo diretto, sarà decisivo. Una parola che, però, non vuole sentire l’amministratore delegato Marco Fassone, il quale, negli scorsi giorni, ha sottolineato come questo Derby sarà importante, ma non decisivo.

Eppure, a suo tempo, la società era stata chiara, affermando che, senza la qualificazione in Champions League, sarebbe stata dura trattenere un top player. E, appunto, perdere il derby vorrebbe dire allontanarsi sempre di più dal quarto posto. Le squadre che ambiscono ad una posizione Champions corrono e continuano a macinare punti. Un altro stop per il Milan, dopo appena 8 giornate di campionato sarebbe una sorta di dramma, un brutto sogno, dal quale i rossoneri potrebbero non svegliarsi più e, di conseguenza, non tornare più sulla strada prefissata in partenza.

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Questo è l’anno zero, l’anno in cui la nuova proprietà, insieme alla nuova dirigenza, hanno deciso di ripartire. Lo hanno fatto con un progetto ben delineato, spendendo e rafforzando la rosa, regalando a Vincenzo Montella giocatori per ambire alle primissime posizioni. L’obiettivo dichiarato è la Champions League e non raggiungerlo vorrebbe dire ennesimo fallimento. Per questo il derby sarà decisivo e, che ne voglia o meno Marco Fassone, questa è la parola giusta per descrivere la partita di domenica. Che la Madonnina ce la mandi buona!

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