Il Primato Nazionale, Bargiggia: "Crisi Milan, club di nuovo in vendita. Offerto anche a Berlusconi"

Il Primato Nazionale, Bargiggia: “Crisi Milan, club di nuovo in vendita. Offerto anche a Berlusconi”

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Yonghong Li

Il Milan è tornato sul mercato, ma non per cercare giocatori a gennaio dopo la già poderosa campagna acquisti estiva, ma, a sei mesi dal cambio di proprietà è finito ancora una volta in vendita. Visti i risultati sul campo – scrive Paolo Bargiggia su Il Primato Nazionale – Mr Li, finanziere cinese che, con Rossoneri Sport Investement Lux, una holding lussemburghese creata a quanto sembra per aggirare il problema dello spostamento di capitali dalla Cina e controllare il Milan, per il momento deve fare i conti con i pesantissimi investimenti che gli sono stati necessari per acquistare il Milan da Berlusconi: 740 milioni;520 più 220 di debiti che si è accollato e che, ovviamente, non ha ancora onorato in così poco tempo.

Trecento milioni sono stati prestati al nuovo padrone del Milan dal fondo statunitense Elliott ad un tasso medio dell’11. Il fardello dei 300 milioni è ancora più pesante perché Mr Li deve restituirli entro il prossimo 15 ottobre. Tempo considerato non sufficiente per onorare l’impegno; al tasso sopracitato e a conti fatti, l’erede di Berlusconi dovrà restituire a Elliott ben 350 milioni. Fuori dalla Champions, la situazione si fa pesantissima. Il patron cinese avrebbe già dato mandato a delle banche d’affari di sondare il mercato alla ricerca di nuovi acquirenti.

Il Milan sarebbe stato riofferto addirittura a Silvio Berlusconi che, per il momento ha rifiutato la proposta. Ma si sa, il Cavaliere ha più volte dichiarato di avere il cuore rossonero e tanta nostalgia; recentemente ha anche criticato Montella su certe scelte. Ovviamente, con questa pesante situazione debitoria, né Berlusconi né qualsiasi altro gruppo imprenditoriale, può essere interessato a rilevare il Milan.

A queste condizioni finanziarie e di risultati, prevedere un Milan ancora cinese è un azzardo. Solo un’inversione di rotta sul campo, l’approdo in Champions, potrebbe evitare l’ennesimo ribaltone rossonero. Altrimenti, al minimo, lo ha recentemente dichiarato anche l’amministratore delegato Marco Fassone, la società sarà costretta a cedere un paio di giocatori, quelli che hanno più mercato. E qui, non è difficile capire che saranno Donnarumma e Suso. Guarda caso, ai due, dopo trattative piuttosto lunghe e laboriose, è stato rinnovato il contratto per navigare, almeno qui, in acque sicure. Altra ipotesi per “salvare” il Milan: l’ingresso in società di nuovi partner finanziari. Se non ci sarà un’inversione di rotta decisa sul campo a Mister Li resta una sola speranza: trovare altri Istituti finanziari in grado di subentrare al suo debito da 300 milioni, contratto con gli americani di Elliott, da onorare entro il 15 ottobre del 2018. In caso contrario salvo un imprevisto nuovo all-inn con la rinegoziazione del debito che sarebbe ancora più oneroso da parte di mister Li, a quel punto, il Milan cambierà padrone forzatamente un’altra volta e diventerà americano con l’intero pacchetto azionario che passerebbe in automatico al fondo Elliott nei panni di creditore.

Fonte: ilprimatonazionale.it

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