Archiviata (per ora) l'Europa League: dieci giornate di campionato per risalire, a cominciare dal Torino. Ricky, ti aspettiamo!

Archiviata (per ora) l’Europa League: dieci giornate di campionato per risalire, a cominciare dal Torino. Ricky, ti aspettiamo!


Laureatosi in Giurisprudenza nel 2015, Giovanni D’Avino è giornalista pubblicista dal 2016. Praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere, nel dicembre 2012 entra a far parte di SpazioMilan.it, per il quale attualmente svolge il ruolo di Coordinatore di redazione. Da alcuni anni collabora anche con il settimanale calcistico Corriere del Pallone.

Finalmente una gioia! In un autunno che si è dimostrato decisamente complicato ed inaspettato dopo le illusioni estive, giovedì è arrivata la prima buona notizia per il Milan stagione 2017/2018: i rossoneri, infatti, hanno conquistato con una giornata d’anticipo la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League. Non che la missione fosse particolarmente ardua – considerando le avversarie inserite nel Gruppo D – ma di questi tempi è tutto grasso che cola, soprattutto ricordando che un anno fa, di questi tempi, l’altra squadra di Milano chiudeva insindacabilmente ultima il girone contro le “tutt’altro che corazzate” Southampton, Sparta Praga ed Hapoel Beer Sheva. Ad impreziosire il passaggio del turno in sè, poi, è stato il fatto che, mentre in un San Siro semideserto (poco più di quindicimila presenze a fronte degli oltre sessantamila dei preliminari agostani), il Milan tramortiva nuovamente l’Austria Vienna con cinque reti dopo le altrettante dell’andata, allo Spiros Louis di Atene l’AEK si faceva fermare sul pari dal Rijeka, consegnando a Bonucci e soci il primo posto matematico.

La qualificazione da vincenti del girone, infatti, consentirà al Milan di evitare nell’urna di lunedì undici dicembre squadre di primissimo livello come Arsenal, Villareal e Zenit San Pietroburgo, oltre alle più temibili quattro tra le otto che “declasseranno” dalla Champions: parliamo, presumibilmente, di top club come Atletico Madrid e Borussia Dortmund. L’altro beneficio dell’accesso alla fase ad eliminazione diretta della seconda competizione europea per club è che da qui al quindici febbraio Montella ed i suoi ragazzi potranno concentrare tutte le loro forze esclusivamente o quasi sul campionato, dove la risalita verso le posizioni di vertice è complicata ma non impossibile.

In questi tre mesi scarsi, infatti, al netto degli impegni di Coppa Italia, vi saranno esattamente dieci giornate di campionato: è vitale raccogliere il massimo possibile in termini di punti. A cominciare da oggi pomeriggio, quando a San Siro arriverà il Torino degli ex Mihajlovic e Niang: sarà una partita assolutamente da non sottovalutare, visto il livello comunque alto di gran parte degli elementi della rosa a disposizione del tecnico serbo. Giocatori come Sirigu, Nkolou, Baselli, Iago Falque, Ljajic e Belotti non farebbero grossa fatica a trovare spazio in questo Milan e rendono i granata – pur incredibilmente discontinui finora – dotati di tutte le carte in regola per ambire ad un posto nella prossima Europa League. Per affrontarli, Montella – non ne saranno contenti i tifosi del Diavolo – riporterà in panchina gli eroi di Coppa André Silva e Cutrone, puntando ancora su Suso e Kalinic là davanti. Dopo due panchine consecutive, ritroverà spazio anche in ambito nazionale Ricardo Rodriguez, con la speranza che l’Aeroplanino abbia capito che il ruolo a lui congeniale è quello di esterno e non certo quello di centrale difensivo; a centrocampo, poi, confermati Biglia e Kessié, a cui è chiesto di innalzare sensibilmente l’asticella delle prestazioni.

Per concludere, giovedì è stata anche l’occasione per rivedere a San Siro una leggenda come Ricky Kakà: che emozione rivederlo indossare, anche se solo idealmente, la numero 22 sul terreno del Meazza. Qualche ora prima, il brasiliano aveva discusso con l’ad Fassone di un eventuale futuro ritorno in rossonero: pare impossibile – e sarebbe finanche ingeneroso – ciò avvenga in qualità di calciatore, più probabile ed auspicabile accadrà da dirigente. Ricky sarebbe il perfetto collante tra squadra e società, uno che farebbe capire a tutti i calciatori cosa significa indossare la maglia rossonera. Ma per questo dovremo comunque aspettare un po’: per almeno un paio di anni, Kakà vuole continuare ad indossare gli scarpini da gioco, e lo farà probabilmente in Cina. Non preoccuparti, Ricky: ti aspettiamo!

Twitter: @Juan__DAv




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