Gattuso incarna il dna Milan, ma Montella non è l'unico responsabile. Ora la società rifletta...

Gattuso incarna il dna Milan, ma Montella non è l’unico responsabile. Ora la società rifletta…


Su Gattuso Nasce una nuova era in casa Milan. L’era di chi ha vissuto gli anni d’oro con la maglia rossonera, di chi ha il DNA del Diavolo. Semplicemente, inizia l’era di Gennaro Gattuso. Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione. Rino era palesemente emozionato, teso come non siamo abituati a vederlo. Sa che questa è un’occasione unica per la sua carriera da allenatore, perché sedere su una delle panchine più prestigiose e importanti del mondo come quella del Milan non è cosa da tutti i giorni. Ringhio si presenta in punta di piedi. Ha già fatto il punto tattico sul futuro schema di gioco che sarà adottato, quindi niente più modifiche alla Montella per intenderci. Come da lui dichiarato, le qualità ci sono. Ora occorre far capire ai giocatori di essere pronti per il grande salto. Serve trasmettere ai giocatori carattere, consapevolezza e forza psicologica. Temi ricorrenti nel corso della conferenza stampa odierna. Tempo, questo Milan, non ne ha più. Solo i risultati possono svoltare una stagione sin qui deludente e al di sotto delle aspettative.

Sulla società Sicuramente, se Gattuso incarna alla perfezione il mondo Milan, stessa cosa non si può dire sulla nuova società rossonera. Essere alla guida di un grandissimo club come il Milan non è facile, indubbiamente. Ma Mirabelli e Fassone sono arrivati a Milano con la convinzione di riconquistare tutto in pochi giorni. E questo, nel calcio, non è possibile. Serve la programmazione anche a lungo termine. La tempistica con cui è arrivato l’esonero di Montella non è del blasone del Milan. Certo, è anche vero che ogni giorno le pressioni aumento, perché i risultati non arrivano, perché al momento ci sono intoppi extracalciatici come la decisione dell’UEFA sul voluntary agreement e il rifinanziamento del debito contratto con il fondo statunitense Elliott. Ma questi, erano problemi immaginabile già a inizio stagione. Perché non sempre spendere equivale ad acquistare grandi giocatori e vincere nell’immediato. I vari hashtag lanciati sono simbolo di superficialità e poca serietà per una società come il Milan. Serve concretezza nelle idee e nelle decisioni, il resto è semplicemente frutto di qualche spot a livello mediatico.

Sul futuroOra tocca alla squadra dimostrare il proprio valore. Perché se a detta di tutti il responsabile principe di questa stagione è stato Vincenzo Montella, i giocatori non sono assolutamente esenti da colpe. Alla fine il campo dice sempre la verità e rispecchia i valori dei club. E in questo momento la classifica parla chiaro. Milan al settimo posto a -18 dalla capolista Napoli. Numeri davvero impietosì. Se anche Gattuso non dovesse fare meglio del suo predecessore, qualcuno dovrà assumersi le sue responsabilità perché significherebbe chiudere una stagione fallimentare sotto tutti i punti di vista. Da oggi si capirà se l’asticella delle aspettative si era davvero alzata troppo per le qualità di questo nuovo Milan.




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